❇️ La riduzione cronica del sonno porta a una disfunzione endoteliale che, nel tempo, aumenta il rischio cardiovascolare
Una privazione cronica, anche se lieve, del sonno può aumentare il rischio di sviluppare malattie cardiache più avanti nella vita. Uno studio della Columbia University ha infatti mostrato che dopo sole sei settimane di sonno ridotto le cellule che rivestono i vasi sanguigni vengono inondate da ossidanti dannosi e che, a differenza delle cellule "ben riposate", le cellule "che dormono poco" non riescono ad attivare le risposte antiossidanti per eliminare le molecole distruttive.
Risultato: cellule infiammate e disfunzionali, il primo passo nello sviluppo di malattie cardiovascolari.
Lo studio dimostrerebbe che molti problemi potrebbero essere prevenuti se le persone dormissero almeno sette-otto ore per notte e questa è una cosa che chi è giovane e sano dovrebbe sapere e tener presente perché è comune l'abitudine di alzarsi presto la mattina, per lavoro o per la scuola, e poi andare a dormire tardi la sera. Ora un conto è se questa cosa succede occasionalmente, altro conto se capita regolarmente.
Questo appena citato non è l'unico lavoro scientifico in questo campo. Anche altri studi epidemiologici suggeriscono che orari incostanti per andare a dormire e sonno insufficiente possono aumentare il rischio di malattie cardiache. La restrizione del sonno risulta associata a un aumento dello stress ossidativo endoteliale, e quindi un aumento del rischio cardiovascolare, più nelle donne rispetto agli uomini.
__
VB
Iscriviti a t.me/CDCPiuSalute
Post #710
15.6K