🔴 NAZA È UNA CARTINA DI TORNASOLE (1/2)
Secondo alcuni osservatori israeliani, l’uscita del film-documento NAZA, e la risonanza globale che sta avendo, sta paradossalmente aiutando la campagna elettorale di Netanyahu. La tesi è che mentre sino a pochi giorni prima il premier israeliano fosse in difficoltà per via della campagna di rivelazioni sul 7 ottobre, l’uscita della pellicola ha prodotto una reazione nell’opinione pubblica israeliana, suscitando un riflesso pseudo-patriottico, e comunque di difesa dell’IDF, anche da parte di coloro che non condividono le politiche dell’attuale governo. Di fatto, i rilevamenti segnalano effettivamente una rimonta dei partiti che sostengono Netanyahu.
La questione rilevante, secondo me, è però un’altra. Ovviamente sappiamo tutti perfettamente come funzionino i meccanismi di autodifesa psicologica, e quando un individuo o un gruppo si sente sotto attacco spesso reagisce azzerando ogni forma di spirito critico, blindandosi in una identità granitica e chiusa.
Quando Netanyahu ripete - e lo fa assai spesso - che l’IDF è “l’esercito più morale del mondo”, esprime un concetto che appartiene al patrimonio comune degli israeliani. Nella prospettiva e nella logica sionista, che ritiene di avere un diritto divino nel possedere quelle terre, l’IDF è infatti sia lo strumento che ha reso possibile portare lo stato di Israele alle attuali dimensioni, sia quello che ne garantisce la difesa dai barbari ostili che circondano il paese. La sua moralità, quindi, si fonda essenzialmente sulla funzione storicamente ricoperta, non sul comportamento effettivo. Ma, ovviamente, quando emerge pubblicamente una amoralità comportamentale così vasta, così radicata, così pianificata, la costruzione si incrina. Attenzione però, non si tratta di una rivelazione, che sconvolge radicate convinzioni. La società israeliana è piccola, e tutti, indistintamente - con l’eccezione, sinora, delle comunità haredi, dedite allo studio della Torah - hanno prestato servizio nell’IDF, sia uomini che donne. Quindi la realtà effettiva di come si comportano le forze armate israeliane nei confronti dei palestinesi, da ottant’anni circa, è cosa che sanno tutti benissimo, avendone fatto esperienza diretta. Al netto delle ipocrisie e delle comode rimozioni, il problema non è in un presunto shock culturale; per l’israeliano medio, i palestinesi sono animali, esseri sostanzialmente subumani, che per di più si frappongono alla realizzazione di un disegno divino. Basti pensare a quello che fanno quotidianamente i coloni in Cisgiordania, per capire quanto l’intossicazione ideologico-religiosa possa trasformare in esseri spregevoli e malvagi.
(segue 2/2)
➡️ 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐢𝐦𝐢 𝐬𝐮 𝐓𝐞𝐥𝐞𝐠𝐫𝐚𝐦!
Post #65365
7.97K
Forwarded from Target
Telegram Target Geopolitica & strategie 2 volte al giorno, notizie sui principali conflitti nel mondo + analisi e riflessioni- ❤ 43
- 👍 33
- 🤮 17
- 🥱 2