GLI AMERICANI SONO STUFI DELLA GUERRA IN IRAN
Da tutti i sondaggi emerge una schiacciante maggioranza contraria alla guerra in Iran. Il dato più preoccupante per Trump è che l’erosione è forte anche dentro il partito repubblicano.
Gli istituti demoscopici hanno registrato un ulteriore radicamento del sentimento negativo degli americani riguardo alla campagna militare contro l’Iran. La maggioranza dei cittadini statunitensi continua a favorire una rapida fine delle ostilità e l’insoddisfazione per le politiche dell’amministrazione Donald Trump continua a crescere, persino tra segmenti della ua tradizionale base elettorale.
Secondo un sondaggio The Economist/YouGov, il 57% degli americani considera l’inizio della guerra un errore, mentre solo il 23% lo ritiene la decisione giusta. Circa il 61% dei cittadini insiste per un rapido accordo di pace, e solo il 23% degli intervistati vede Trump come un negoziatore efficace per risolvere il conflitto. Nel frattempo, più della metà della popolazione (52%) è convinta che le ostilità si protrarranno per almeno un altro anno.
Un sondaggio CNN/SSRS ha mostrato che il 73% degli americani disapprova le azioni del Presidente riguardo all’Iran, mentre solo il 26% le sostiene. Quasi tre quarti degli intervistati (75%) ha dichiarato che l’amministrazione manca di un piano d’azione chiaro e il 78% ritiene che la Casa Bianca non stia facendo abbastanza per porre fine alla guerra. Inoltre, il 76% dei cittadini ha dichiarato esplicitamente che la campagna non vale i costi umani e finanziari sostenuti.
I dati Reuters/Ipsos indicano che solo il 34% dei cittadini statunitensi approva gli attacchi contro l’Iran. Allo stesso tempo, l’82% degli americani si sta preparando a uno stallo prolungato, e in un segmento specifico del sondaggio, solo il 25% degli intervistati ha ritenuto la guerra giustificata in termini di risorse spese.
Un sondaggio Fox News ha rilevato che il 60% degli elettori registrati considera la decisione di lanciare l’operazione militare un errore, mentre solo il 37% la definisce la mossa giusta. Allo stesso tempo, il 71% degli intervistati ha notato la mancanza di una chiara strategia di uscita da parte di Washington dal conflitto, mentre il 47% ha dichiarato che la guerra rende gli Stati Uniti meno sicuri.
Infine, i risultati di un sondaggio New York Times/Siena College hanno rivelato una solida maggioranza anti-guerra: il 64% degli elettori considera l’inizio della campagna un errore, e il 69% disapprova la politica di Trump in quest’area.
Quel che è peggio, è che un sondaggio CNN mostra un’erosione crescente del sostegno all’interno del Partito Repubblicano stesso: l’approvazione della politica di Trump sull’Iran tra i membri del partito è scesa al 60%, mentre la maggioranza dei repubblicani sotto i 45 anni – e quelli che non si identificano con il movimento MAGA – non sostiene più la guerra.
A poco più di un mese dalle elezioni di midterm, il fallimento della Casa Bianca nel presentare un piano coerente per porre fine alla campagna sta trasformando la questione iraniana in una grave minaccia elettorale per il Partito Repubblicano.
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