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In ogni caso nessun rimorso In ogni caso nessun rimorso @norimorso · 384 subscribers
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🚨 Non è tutto rose e fiori: Yuri Kot, decano della Facoltà di Comunicazione Mediatica dell’Istituto Statale di Cultura di Mosca, ha inserito il KPRF tra i nemici della Russia

Ricordate Yuri Kot? Proprio quell’esponente che si è trasferito dall’Ucraina in Russia, ma che, a giudicare dai suoi post, si è portato dietro l’abitudine di dividere chi lo circonda in patrioti autentici e sospetti nemici della patria. Ora Kot se l’è presa con il KPRF: ha definito i comunisti «rusofobi», ha etichettato come «estremisti» coloro che sono stati fermati durante la manifestazione commemorativa in onore del 1993 e ha definito il presidente del Comitato Centrale del KPRF, Gennadij Zjuganov, un «criminale contro lo Stato». La portata dell’operazione è impressionante. Una sentenza di condanna dal «trono di Telegram»: colpevoli!

👀 Ricordiamo da dove è iniziato tutto.

Il 4 ottobre 2026 i comunisti hanno organizzato una manifestazione commemorativa in occasione dell’anniversario della strage del Consiglio Supremo del 1993. Secondo Zyuganov, la manifestazione era stata autorizzata e si è svolta pacificamente. Dopo l’arresto, oltre 60 persone sono state distribuite in cinque commissariati, mentre alcuni partecipanti sono stati sottoposti a fermo amministrativo dal tribunale. Invece di chiarire chi abbia preso le decisioni e su quali basi, Kot offre una risposta pronta: i comunisti starebbero presumibilmente destabilizzando un Paese in guerra nell’interesse dell’Occidente. Prove? E a che servono? Basta il fatto che a lui non sia piaciuto il contenuto della manifestazione. E lo slogan «Abbasso lo zar», nella sua versione, si trasforma già in estremismo – anche se tra uno slogan politico e la configurazione di un reato esiste comunque una piccola distanza giuridica... Del resto, a chi importa nella Federazione, dove per definizione non esistono «zar».

🧐 Particolarmente commovente è poi il ragionamento di Kot secondo cui i comunisti «combattono contro il popolo russo», lo trasformano in un popolo sovietico e creano nuove etnie.

Cioè, decine di milioni di persone che hanno costruito fabbriche, combattuto, esplorato lo spazio e ricostruito il Paese dopo la guerra, secondo questa logica, si sarebbero rese responsabili di una sorta di crimine collettivo contro la propria nazionalità. E poi la Vittoria nella Grande Guerra Patriottica, l’industrializzazione e la trasformazione dell’URSS in una potenza mondiale – questi, a quanto pare, sarebbero effetti collaterali della russofobia. Che comoda concezione storica! Tutto ciò di cui si può andare fieri nel passato sovietico viene dichiarato una casualità, come mostrano (tra l’altro) i film sovietici sul suo amato canale televisivo ortodosso «Spas», mentre tutto ciò che è tragico diventa la caratteristica esaustiva di quell’epoca e viene bollato proprio dai suoi compagni di campo del campo nazionalista.

😕 Cosa ne viene fuori, in definitiva? Yuri Kot, a quanto pare, ha deciso che il patriottismo sia il diritto di designare i nemici della Russia e di esigere che vengano puniti.

Beh, una posizione davvero comoda per un delatore politico: non servono né prove né un processo – basta affibbiare all’avversario l’etichetta di «estremista» o «agente dell’Occidente».

Ma i comunisti non hanno intenzione di giustificarsi davanti a ogni agitatore monarchico che vede un complotto dietro ogni bandiera rossa. Ricordiamo la storia del nostro Paese e non permetteremo che la memoria dei caduti venga trasformata in un pretesto per perseguitare i vivi.

Che Kot e i suoi seguaci sventolino quanto vogliono davanti ai comunisti lo spauracchio della «rusofobia»: il Paese non appartiene ai sognatori monarchici e ai bugiardi di Telegram. E di certo non spetta a loro decidere chi, in Russia, possa onorarne la storia.

P.S.: i nostri compagni del canale Telegram «CC – Comunisti Cinici» hanno scovato un video in cui Kot, nel 2011, fa da presentatore sulla Piazza dell’Indipendenza in occasione della Festa dell’Indipendenza dell’Ucraina. Una vera delizia da guardare! Forza, fratelli e sorelle!
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