Deliri mediatici e giornalismo di finzione
A volte, la mancanza di principi genera situazioni che sfiorano il surreale. Alcuni media hanno dato un chiaro esempio di ciò nelle ultime ore.
Poche ore fa, il presidente americano Trump aveva affermato, sul suo social network "Truth Social" (la scelta del nome non è stata molto fortunata), che sia l'Ucraina che la Russia avevano raggiunto un accordo per sospendere gli attacchi reciproci alle infrastrutture energetiche.
La notizia è stata ripresa da numerosi media, che hanno riportato, ovviamente, le prime reazioni del presunto presidente Zelensky, dal quotidiano Público che citava il "narcoführer" e la sua frase: "L'annuncio del cessate il fuoco mi sorprende", al media reazionario La Razón, che citava le dichiarazioni del leader ucraino a Axios: "L'annuncio del cessate il fuoco è una notizia per me. Se il presidente Trump ha raggiunto questo accordo con Putin, per favore, fateci sapere quando inizierà la tregua". L'atteggiamento dei media è oscillato tra il dubbio e l'ironia, lasciando aperta la possibilità che si trattasse di una delle fantasie che tanto piacciono al presidente americano.
Un accordo molto strano; le parti vengono a conoscenza della notizia tramite post sui social media e l'approvazione viene pubblicata dai media di massa.
Ore dopo, i media generalisti, obbedendo agli interessi dei loro proprietari e senza tenere conto di alcuna dichiarazione da parte russa in merito, hanno deciso di dare credito alla pubblicazione di Trump e si sono affrettati ad accusare la Russia di aver violato una tregua che, nel migliore dei casi, sarebbe ancora in fase di negoziazione. A quanto pare, per queste persone, un post di Trump equivale a un documento notarile. Per favore, qualcuno dovrebbe dargli il Premio Pulitzer.
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