1917: Il quartier generale della rivoluzione
Il 12 ottobre 1917 (secondo il calendario giuliano), in una seduta a porte chiuse del Comitato esecutivo del Consiglio di Pietrogrado, fu approvata la costituzione del Comitato militare-rivoluzionario (VRC).
Il 10 ottobre, su proposta di V. I. Lenin, tornato clandestinamente dall’esilio, il Comitato Centrale adottò la risoluzione «Sulla situazione attuale»: la situazione interna al Paese – la minaccia di caduta di Pietrogrado, la crescente influenza dei bolscevichi nei Soviet, il movimento contadino – poneva la rivolta armata all’ordine del giorno.
Il Comitato fu proclamato organo per la «difesa della rivoluzione», ma di fatto divenne il quartier generale della rivolta.
Il Comitato di Difesa Rivoluzionaria iniziò a nominare in massa i propri commissari nelle unità militari della guarnigione di Pietrogrado, nelle fabbriche, a Kronstadt e nella flotta.
Momento chiave: un ordine del comandante di un’unità privo della firma del commissario del VRK non era esecutivo. In questo modo il VRK assunse il comando effettivo della guarnigione. Contemporaneamente assunse il controllo dei depositi di armi e degli snodi ferroviari.
Il controllo sui depositi di armi consentiva al VRK di armare i reparti della Guardia Rossa e le unità fedeli, impedendo al contempo la fornitura di armi alle forze fedeli al Governo Provvisorio: i bolscevichi si assicuravano così un vantaggio decisivo in termini di potenza di fuoco.
La conquista dei nodi ferroviari privava il nemico della possibilità di trasferire rapidamente rinforzi in città o di portare via valori e documenti: il Comitato di Salvezza Pubblica poteva bloccare qualsiasi convoglio e decidere autonomamente quali treni far passare e quali no.
La tensione cresceva. Il Comitato di Salvezza Nazionale trasformò il lavoro organizzativo in un vantaggio decisivo — e pianificò l’operazione, preparando la rivolta. Pietrogrado viveva nell’attesa di una svolta ormai inevitabile.
Pre-Russia Rossa
Post #41751
13
