⚠️ I GIORNALI ITALIANI ARRUOLATI ALLA PROPAGANDA DI GUERRA
Sergio Cararo
🔴 L'articolo di Sergio Cararo critica l'editoriale di Danilo Taino sul Corriere della Sera, accusando i media italiani di propagare una propaganda di guerra che inquadra i dissidenti contro il riarmo e il conflitto con la Russia come "quinte colonne" filo-russe.
L'autore sostiene che il concetto di "guerra ibrida" venga utilizzato per silenziare l'opinione pubblica, ignorando l'ostilità popolare verso le politiche europee e l'avversione dei giovani all'idea di combattere, e definisce la lotta contro il riarmo come la vera sfida per preservare la democrazia.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’editoriale del Corriere della Sera di un giornalista di solito serio come Danilo Taino (“La guerra ibrida è tra noi”), indica come la propaganda di guerra abbia ormai perso i freni inibitori e istighi apertamente l’opinione pubblica a schierarsi, o almeno a non opporsi, al coinvolgimento dell’Italia nella guerra contro la Russia.
🔸️ Nell’editoriale del Corriere,
si fanno proprie tutte le panzane della propaganda di guerra della Nato e dei guerrafondai europei come i britannici, i baltici e la Polonia.
🔸️ Dopodiché si torna a maneggiare come una clava il tema della guerra ibrida come strumento indefinibile, ma ampiamente utilizzabile, per mettere il bavaglio a chi si oppone alla guerra e al riarmo.
🔸️ E’ diventata ossessiva l’allusione che “il nemico è tra noi”. In tal senso l’editoriale di Danilo Taino fa il paio con quello di alcuni mesi di Antonio Polito, sempre sul Corriere, nel quale si affermava che “la guerra si vince innanzitutto sul fronte interno”, zittendo chi la contrasta all’interno del proprio paese.
🔸️ Per il Corriere della Sera, ma non solo, quelli che non sono allineati con le pulsioni guerrafondaie di Bruxelles sono tutti agenti della Russia.
🔸️ Mai che venissero sfiorati dal dubbio che le istituzioni europee e le loro politiche economico/sociali fossero già abbondantemente odiate anche prima del febbraio 2022.
🔸️ Non a caso ogni volta che nei paesi europei si sono tenuti dei referendum in materia di trattati, le oligarchie europeiste sono sempre uscite sconfitte dal voto popolare.
🔸️ Al contrario, nonostante i chiari segnali di indignazione popolare contro l’austerity e le conseguenze della “competitività”, hanno continuato ad andare avanti con il pilota automatico.
🔸️ Lo si capisce quando l’editoriale sul Corriere scrive che: “La crescita della filorussa AfD in Germania, la possibile vittoria di Marine Le Pen (non schierata con l’AfD ma sensibile alle posizioni di Mosca) alle presidenziali francesi in aprile, le elezioni dell’anno prossimo in Spagna, Polonia, Italia, Grecia, Finlandia, Paesi baltici:
Continua ⤵️
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