⚠️ L’ITALIA RIPUDIA LA GUERRA? NON C’È PROBLEMA, BASTA NON DIRE CHE LA STIAMO FACENDO❗️
Lavinia Marchetti
🔴 L'articolo denuncia la mancanza di trasparenza del governo italiano riguardo al coinvolgimento dei militari italiani nel conflitto tra Israele/USA e l'Iran, dopo che un caccia italiano è stato colpito in Arabia Saudita. L'autore critica la modifica normativa del 2024 che permette di spostare truppe senza nuova delibera parlamentare, definendo questa prassi una sottruzione della sovranità democratica e l'uso del linguaggio ambiguo ("operazioni speciali" al posto di "guerra") per nascondere l'aggressione. Si accusa inoltre il ministro Crosetto di aver trattato l'invio di navi da guerra come una "tariffa" o un "pizzo" all'Unione Europea, evidenziando l'ipocrisia di un Paese che, con il suo schieramento filoatlantista, alimenta il pericolo da cui promette di difendersi a proprie spese.
Sommario ⬆️
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⏹️ Che un caccia italiano sia stato colpito nella notte saudita di Ta’if, in una base dove restano schierati quasi trecento nostri militari trasferiti in fretta dalle retrovie kuwaitiane dopo che, a febbraio, Washington e Tel Aviv hanno aggredito l’Iran, sarebbe già di per sé una notizia che dovrebbe occupare le prime pagine per settimane.
🔸️ Che il Parlamento e la presidenza della Repubblica debbano apprendere dai giornali particolari decisivi sulle condizioni nelle quali operano i nostri militari, mentre il governo aveva già provveduto a trasferirli nel raggio d’azione dei droni yemeniti, appartiene a un ordine di gravità che si fa fatica a definire.
🔸️ Se ci pensiamo bene, va a intaccare il concetto stesso di quella che, con crescente imprudenza, continuiamo a definire democrazia.
🔸️ Nella teoria politica del secolo scorso Carl Schmitt aveva coniato una definizione, ormai classica, della sovranità, affermando che sovrano è colui che decide sullo stato d’eccezione.
🔸️ Il problema si pone precisamente quando l’esecutivo si arroga la decisione ultima, riducendo, de facto, la pubblica assemblea al gesto postumo della presa d’atto.
🔸️ Da noi quella dottrina ha perfino trovato la propria sordina burocratica nella normativa sulle missioni internazionali, modificata nel 2024, che consente di impiegare uomini e mezzi in modalità interoperabile fra missioni nella medesima area geografica.
🔸️ Si possono legalmente spostare le truppe, fosse anche per una guerra (che sarà sempre «difensiva», chi ormai fa una guerra d’aggressione?
🔸️ Se lo è, la chiamiamo «preventiva» e magari anche «operazione speciale»), cosicché persino la decisione di esporre i nostri militari a un conflitto diverso da quello per il quale erano stati inizialmente inviati può essere trattata alla stregua di un adempimento tecnico.
🔸️ Agamben lo spiega molto bene: l’eccezione può insinuarsi nelle procedure ordinarie, attraverso la zona grigia del diritto, dove l’arbitrio finisce per essere amministrato con la modulistica e con i cavilli.
Continua ⤵️
Riassunto punti salienti
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