Guardate questo video, perché fa un certo effetto: un ragazzo americano, content creator di professione, è entrato in una gabbia da MMA a San Francisco per affrontare un robot alto quasi due metri. Una gabbia vera, un pubblico vero, e un robot che tira pugni e calci come farebbe un lottatore.
Il video sta girando ovunque da qualche giorno, e la parte più cliccata è quella in cui il robot lo scaraventa contro la rete con un calcio. Vi basta cercare il nome dell'organizzatore, REK, per trovare decine di clip.
Ma ecco il dettaglio che cambia tutto, e che vi consiglio di tenere a mente ogni volta che vedrete uno di questi video: dentro il robot non c'era nessuna intelligenza artificiale a decidere i colpi. C'era un secondo uomo, comodamente fuori dalla gabbia, che pilotava la macchina con un controller, un po' come si guida un personaggio in un videogioco. L'unico compito lasciato all'AI era tenere il robot in equilibrio, niente di più.
Si, quello che avete visto non è (ancora) un uomo contro una macchina autonoma. È un uomo contro un altro uomo, che però indossava un corpo meccanico più alto, più pesante, e con calci che nessun braccio umano regge senza allenamento.
E qui si apre il problema vero, quello che nessuno sta discutendo abbastanza: non esiste ancora nessuna regola scritta per questo genere di incontri. Nessuna classe di peso, nessun arbitro indipendente, nessun protocollo di sicurezza pubblico. L'unica fonte su chi ha vinto è l'organizzatore stesso, che guarda caso ha anche tutto l'interesse a farsi pubblicità con la storia più eclatante possibile.
Vi lascio con una domanda, più che con una risposta: se un giorno questi eventi diventeranno uno sport vero, con regole e commissioni mediche come è successo alla UFC negli anni novanta, chi deciderà quanto forte può colpire una macchina un corpo umano?
E soprattutto, chi ce lo dirà con chiarezza, invece di lasciarlo scoprire a chi entra in gabbia?
#robotica #intelligenzaartificiale #tecnologia
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