C'è una batteria che si ingoia, resta accesa tre giorni nel corpo, e poi si scioglie senza lasciare niente da recuperare. È una batteria di carta: ha un separatore di cellulosa, degli elettrodi stampati sopra, e l'elettrolita viene direttamente dai fluidi gastrici di chi la ingerisce.
Finché è asciutta non fa nulla, appena si bagna eroga corrente: nei test su maiali vivi ha alimentato dispositivi medici per 72 ore, contro le 8-12 delle capsule diagnostiche attuali. Il guadagno vero è nel fattore di forma: senza cella al litio sparisce l'involucro rigido, e il sensore diventa sottile come una cialda.
https://www.futuroprossimo.it/2026/09/una-batteria-di-carta-che-si-ingoia-e-alimenta-dispositivi-nel-corpo/
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