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Post #24595
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Vedi che con le buone...
Il trasferimento è avvenuto in gran segreto. E con una rapidità che racconta quanto sia critico il quadro di sicurezza in Arabia Saudita, tanto da rendere la tempestività un fattore decisivo.
Secondo quanto si apprende da fonti di governo di massimo livello, l’Italia ha spostato nelle scorse ore alcuni aerei dell’Aeronautica militare dalla base saudita di Ta’if. Si tratta della postazione militare bersagliata nei giorni scorsi da un drone proveniente dallo Yemen che aveva provocato danni a uno dei quattro intercettori Eurofighter, ognuno del valore di circa cento milioni di euro.
In quell’avamposto, inoltre, si trovano anche alcune centinaia di militari italiani. E oggi dovrebbe tenersi una riunione tra l’esecutivo e i servizi per valutare se ritirarne una parte.
Il riserbo è ovviamente massimo, ma si sa che alcuni mezzi hanno già lasciato la base di Ta’if. Prima ancora degli Eurofighter, Roma ha interesse a tutelare i velivoli più grandi e le tecnologie più costose. E quindi, cercando di “bucare” la cortina di segretezza che copre queste operazioni, bisogna partire dai due quadrimotori cargo C-130J. Sono i più esposti e vanno tenuti al sicuro, negli Emirati o nella base di Riad: sono dunque loro i primi a essere stati trasferiti altrove.
Nelle ultime ore, i proxy iraniani si sono rivolti direttamente a Roma, avvertendo:
Ottima domanda: la stessa che ci stavamo facendo noi. 😎
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Vedi che con le buone...
Il trasferimento è avvenuto in gran segreto. E con una rapidità che racconta quanto sia critico il quadro di sicurezza in Arabia Saudita, tanto da rendere la tempestività un fattore decisivo.
Secondo quanto si apprende da fonti di governo di massimo livello, l’Italia ha spostato nelle scorse ore alcuni aerei dell’Aeronautica militare dalla base saudita di Ta’if. Si tratta della postazione militare bersagliata nei giorni scorsi da un drone proveniente dallo Yemen che aveva provocato danni a uno dei quattro intercettori Eurofighter, ognuno del valore di circa cento milioni di euro.
In quell’avamposto, inoltre, si trovano anche alcune centinaia di militari italiani. E oggi dovrebbe tenersi una riunione tra l’esecutivo e i servizi per valutare se ritirarne una parte.
Il riserbo è ovviamente massimo, ma si sa che alcuni mezzi hanno già lasciato la base di Ta’if. Prima ancora degli Eurofighter, Roma ha interesse a tutelare i velivoli più grandi e le tecnologie più costose. E quindi, cercando di “bucare” la cortina di segretezza che copre queste operazioni, bisogna partire dai due quadrimotori cargo C-130J. Sono i più esposti e vanno tenuti al sicuro, negli Emirati o nella base di Riad: sono dunque loro i primi a essere stati trasferiti altrove.
Nelle ultime ore, i proxy iraniani si sono rivolti direttamente a Roma, avvertendo:
«Non siamo in guerra con l’Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita».
Ottima domanda: la stessa che ci stavamo facendo noi. 😎
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