COSA VUOL DIRE ORGANIZZAZIONE?
L’ho chiesto, ancora una volta.
A chi lavora in ufficio e a chi lavora da casa. A chi è freelance, a chi è dipendente, a chi coordina, a chi insegna, a chi si prende cura, a chi crea.
Ho raccolto risposte diverse, personali, imperfette. E proprio per questo autentiche.
Perché l’organizzazione non è mai solo una questione di metodo. E soprattutto non è mai il fine.
È qualcosa che si costruisce con l’esperienza, con le difficoltà, con le pause e le ripartenze.
C'è chi la vive come un salvagente, chi come uno strumento per ritrovare equilibrio.
C’è chi la associa all’ordine e chi alla libertà, chi la trova nella precisione e chi nella flessibilità.
In occasione della Settimana dell’organizzazione promossa da APOI Associazione Professional Organizers Italia, ho voluto raccogliere queste voci per continuare un dialogo iniziato durante la pandemia, quando avevo posto domande simili.
Oggi, con nuove consapevolezze, ho riaperto quello spazio di ascolto.
E ne è uscita una fotografia corale: fatta di ostacoli quotidiani, piccoli cambiamenti, nuovi approcci, tentativi.
Non ci sono ricette valide per tutte le persone, ma in ognuna di queste risposte c’è un pezzetto di realtà condivisa.
Un modo diverso di dire: “anche io ci sto provando”.
Ho condiviso tutto qui:
https://alumedifare.notion.site/Cosa-vuol-dire-organizzazione-1bd7d7dc1dd580199f8fcf29b086ad17
Buona lettura,
Debora
P.S.: perché, in fondo, chi lavora come professional organizer fa questo: aiuta ad alleggerire e a far levitare gli spazi intorno a noi, fisici e digitali.
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