FACCIAMO LE MOLTIPLICAZIONI
Prendiamo le schede del browser.
Non intendo quell’accumulo temporaneo che può capitare a chiunque quando si fanno ricerche o si vuole approfondire un argomento.
Sto parlando della costante e ininterrotta apertura di schede che poi non vengono mai chiuse per mille motivi:
🔴 la paura di perdere quell’articolo;
🔴 la finta comodità di ritrovare le cose;
🔴 il timore di dimenticarsi di un'idea.
Procedere con la pulizia del browser e allenarsi a farla diventare un’abitudine non è solo uno sfizio o un’ostinata regola organizzativa giusto per tenere pulito il computer, ma è qualcosa che, a lungo andare, protegge dal continuo ricalcolo.
Se mantieni sempre tutto aperto, con elementi che poi diventano poco riconoscibili, ogni volta che li avrai davanti la tua mente dovrà fare un piccolo ricalcolo per capire:
🥹 dove sono le schede giuste per quel momento;
🥹 cosa ha già elaborato;
🥹 a che punto è arrivata;
🥹 quali sono le novità da considerare.
È chiaro che, se prendiamo solo un aspetto, tipo le schede del browser, penserai che il costo del ricalcolo mentale - e il relativo peso nella mente - non sia poi così elevato tanto da giustificare un testo come questo.
Ma prendi questo esempio e prova a pensare al costo che c’è nel ricalcolare ogni volta:
🍎 la inbox della posta elettronica piena di messaggi non gestiti;
🍎 le notifiche badge per non perderti le novità dei social;
🍎 le attività nel task manager;
🍎 gli eventi nel calendario;
🍎 l’accumulo di file e cartelle andati fuori controllo;
🍎 i messaggi o i commenti dei vari social.
Non solo, pensa all’accumulo di progetti iniziati ma ormai inattivi, ai link salvati chissà dove, agli spunti o alle ispirazioni che non sai più dove siano. Tutto questo insieme all’eccessivo tempo sprecato alla ricerca di dati, lavori o allegati.
Moltiplica il ricalcolo per tutti i dispositivi che usi - computer, smartphone, tablet e smartwatch - e considera l’intera giornata, non solo le ore lavorative, per capire che il costo quotidiano qui comincia a farsi sentire sempre di più.
Tanti piccoli costi che consumano energia mentale e attenzione, a scapito del lavoro importante.
Pensa di avere Google Maps impazzito, che continua a farti passare da un casello all’altro dell’autostrada, obbligandoti a pagare un euro di qui, un euro di là, un euro ancora… Per tutto il giorno, tutti i giorni.
Ok, tornando all’esempio, le schede del browser non ti chiedono soldi - almeno non direttamente - ma richiedono la tua attenzione.
Adesso si tratta di… prendere una decisione: vogliamo passare le giornate in ricalcoli continui?
Possiamo scegliere di alleggerire il peso digitale, di chiudere ciò che non serve, di liberarci da quel sovraccarico invisibile che però lascia segni ben visibili sulla nostra attenzione e sulla nostra energia.
Il punto non è avere zero notifiche, zero schede aperte o una casella email perfettamente svuotata. Il punto è riconoscere quando l’accumulo digitale smette di essere utile e inizia a consumarci.
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