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Verso il Sole

Verso il Sole

@versoilsolereiki

Dedicato alla consapevolezza, al Reiki Tradizionale Giapponese, alla Taronumerologia e altro.
Operatrice Reiki e lettura Matrice del Destino e Matrice del Karma.
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La melagrana è il gioiello regale dell'autunno, uno scrigno di cuoio dorato che nasconde al suo interno centinaia di rubini succosi, impregnati di mito, fertilità e misteri antichi.
E' un albero antico e resiliente, dalle foglie lucide e dai fiori d'un rosso scarlatto intenso che sembrano fatti di cera.
Ma è il suo frutto, la melagrana, a catturare l'immaginazione: una sfera coriacea che culmina in una vera e propria corona, ricordo del calice del fiore.
​Spezzare la scorza della melagrana è un rito. All'interno, divisi da sottili membrane amare, si svelano minuscoli semi avvolti da una polpa trasparente, scintillante, dal colore che va dal rosa brillante al rosso granato profondo.
Il loro sapore è un equilibrio perfetto tra dolcezza e un'acidità fresca e dissetante.

• ​Il Patto di Persefone e le stagioni.
La leggenda più famosa legata alla melagrana viene dalla mitologia greca.
Quando Ade, dio degli Inferi, rapì la bellissima Persefone, sua madre Demetra (dea della terra e dei raccolti) fece cadere il mondo in un inverno gelido e perenne.
Per risolvere la crisi, Zeus ordinò che Persefone tornasse sulla Terra, a patto che non avesse mangiato nulla nel regno dei morti.
Ma Ade la ingannò offrendole sei chicchi di melagrana.
Aver assaggiato quel frutto la legò per sempre al regno sotterraneo: da allora, Persefone trascorre sei mesi all'anno negli Inferi (autunno e inverno) e sei mesi con la madre sulla Terra, facendo fiorire la primavera.

• ​La mela del Giardino dell'Eden:
Molti storici della religione ed esperti di botanica antica credono che il vero "frutto proibito" colto da Eva nel Giardino dell'Eden non fosse una comune mela, bensì una melagrana.
Nel Medio Oriente antico, la parola usata per indicare la melagrana era spesso generica per "frutto d'albero", ma la sua bellezza, la corona e l'abbondanza di semi rossi la rendevano la candidata perfetta per simboleggiare la conoscenza, la tentazione e la fertilità.

• ​Il simbolo delle spose della prosperità.
Per la sua Incredibile quantità di semi racchiusi in un unico involucro, la melagrana è fin dall'antichità il simbolo supremo di abbondanza, unione e fertilità.
In Grecia era usanza (e lo è tuttora a Capodanno) lanciare una melagrana a terra sulla soglia di casa: più chicchi schizzano fuori rompendosi, più fortuna, ricchezza e salute entreranno nella famiglia durante l'anno. Nelle cerimonie nuziali romane, le spose intrecciavano rami di melograno tra i capelli come auguramento di una progenie numerosa.

• ​Il frutto dei re e della medicina antica.
Il disegno della corona sulla sommità della melagrana ha ispirato la forma delle corone reali di molte dinastie asiatiche ed europee.
In Spagna, la città di Granada deve il suo nome e il suo stemma proprio a questo frutto.
Nella medicina ippocratica, il succo di melagrana veniva somministrato per rinforzare il cuore, purificare il sangue dalle tossine e combattere le febbri estive, mentre la scorza essiccata, ricchissima di tannini, era usata per curare i disturbi intestinali.

• ​L'amuleto dell'unione e della protezione.
Nella magia verde, conservare una melagrana intera essiccata vicino all'ingresso o sul tavolo da pranzo serviva ad attirare la prosperità economica e a proteggere i legami familiari dai litigi, mantenendo i membri della casa uniti come i chicchi dentro il frutto.

• ​L'Inchiostro dei tessuti reali.
Oltre al valore alimentare e simbolico, la scorza e le membrane interne della melagrana sono state usate per millenni nei paesi del Mediterraneo e del Medio Oriente come tintura naturale. Producevano un pigmento giallo-marrone e nero profondo usato per tingere i tappeti persiani più pregiati e le pelli di cuoio artigianali.

__ 🌱 La casetta in campagna

@versoilsolereiki
  • ❤ 9
Post #10944 163
📍A Tokyo c'è un uomo che si fa pagare per non fare niente. E ha ricevuto migliaia di richieste.

Non ti aiuta a traslocare. Non ti dà consigli. Non ti fa da psicologo, non ti fa da amico, non ti racconta della sua vita. Se gli chiedi qualcosa risponde, brevemente. Per il resto, sta lì.

Il servizio si chiama Rental Nanmo Shinai Hito (レンタルなんもしない人): "la persona a noleggio che non fa niente". E la persona è lui, Shoji Morimoto.

La storia comincia nel 2018. Morimoto lavorava in un ufficio, e un giorno un superiore gli aveva detto, più o meno, che il suo contributo valeva poco, che era come se non facesse niente. Lui ci aveva pensato a lungo. Poi aveva lasciato il lavoro, e aveva scritto un messaggio su Twitter. Diceva, in sostanza: mi offro a noleggio per non fare niente. Posso venire dove mi chiedete, mangiare con voi, stare con voi. Non farò altro.

Sembrava una provocazione. Invece cominciarono ad arrivare le richieste. Prima poche. Poi decine. Poi migliaia.

Le richieste sono la parte più bella di questa storia, perché dicono di noi più di qualsiasi sondaggio.

Una persona gli chiese di accompagnarla a consegnare le carte del divorzio. Non doveva dire niente. Solo camminarle accanto fino allo sportello, e poi tornare indietro.

Qualcuno gli chiese di salutarlo dalla banchina mentre partiva con il treno per trasferirsi in un'altra città. Non c'era nessun altro a farlo.

Altre persone gli chiesero di sedersi in una stanza mentre finivano un lavoro che rimandavano da mesi. Di mangiare con loro in un ristorante dove non avevano il coraggio di entrare da sole. Di ascoltare una cosa che non avevano mai detto a nessuno, senza rispondere.

Nessuna di queste persone aveva bisogno di un aiuto pratico. Le carte del divorzio le avrebbero potute consegnare da sole. Il treno sarebbe partito comunque. Il lavoro, alla fine, lo avrebbero finito.

Avevano bisogno di una cosa sola. Non essere soli mentre facevano una cosa difficile.

Morimoto, all'inizio, chiedeva solo il rimborso del viaggio e del cibo. Più tardi ha cominciato a farsi pagare una cifra fissa a incontro. Ha scritto libri, e dalla sua storia in Giappone hanno tratto una serie televisiva. Ma il cuore è rimasto lo stesso: lui arriva, sta lì, non fa niente. E se ne va.

Adesso fermati, e pensa a quante volte non hai chiamato nessuno.

Non perché non ci fossero persone a cui volevi bene. Ma perché "tanto non possono fare niente". Avevi un esame medico, un colloquio, una telefonata difficile, una giornata che sapevi sarebbe stata pesante. E hai pensato: perché disturbare? Cosa potrebbe fare qualcuno, venendo con me? Niente.

E così, lì, non c'era nessuno con te.

Ci hanno insegnato che si chiede aiuto quando c'è qualcosa da fare. Un problema da risolvere, un mobile da spostare, un consiglio da dare. Chiedere a qualcuno "vieni con me, anche se non c'è niente che tu possa fare" ci sembra quasi un capriccio. Una debolezza da adulti che non sanno cavarsela.

Le migliaia di richieste ricevute da Morimoto dicono il contrario. Dicono che il bisogno più profondo, spesso, non è essere aiutati. È essere accompagnati.

Mi è capitato di non chiedere a nessuno di venire con me, proprio perché non c'era niente che potessero fare. Me lo sono ripetuto come una cosa ragionevole. Solo dopo ho capito che non mi mancava un aiuto. Mi mancava una presenza accanto, in silenzio, mentre le cose succedevano.

E vale anche al contrario. Forse c'è qualcuno, vicino a te, che in questi giorni deve fare una cosa difficile. E tu non ti fai avanti perché pensi di non sapere cosa dire, di non avere soluzioni, di non poter fare niente.

Non devi fare niente. Puoi solo esserci.

A Tokyo c'è un uomo che ha costruito un lavoro su questa verità. Noi possiamo farlo gratis.

✍ElenaGiappone
📚"Le crepe sono fatte per l'oro"

@versoilsolereiki
  • ❤ 15
Post #10942 320
Siamo a volte superficiali.
Perché dimentichiamo che siamo puro spirito,
esseri divini, fatti da un’anima
custodita da un fragile corpo.
Siamo anima e corpo
che si proteggono a vicenda.
Siamo fatti da sentimenti ed emozioni,
da paura e coraggio e ci salva
il nostro essere umili e insicuri.
Ci salva l’incessante ricerca
delle nostre radici divine.
Il nostro sentirci parte della natura,
respirare e sentirci tutt’uno con essa.
Il nostro abbracciare gli alberi,
parlare col mare, ascoltare la luce delle stelle,
farci attraversare dal vento.
Ci salva il nostro amore per la bellezza,
per la poesia, per il silenzio
in cui ci facciamo avvolgere.
Ci salva il bene che possiamo fare,
l’amore incondizionato
che sappiamo esprimere,
che ci ricordano che siamo parte
di un Tutto che è divino.

✍Agostino Degas

@versoilsolereiki
  • ❤ 8
Post #10938 174
Se porti una cosa con te oggi, che sia questa: sei incredibile, forte, coraggioso, gentile, amato, degno e veramente unico nel tuo genere.

Inizia a vivere come se ci credessi, perché lo sei.

Buongiorno!🌞✨🍂

@versoilsolereiki
  • ❤ 10
Post #10936 259
Non dobbiamo aver paura di commettere errori.
Anche i pianeti si scontrano e dal caos nascono le stelle.

~Charlie Chaplin~

Buonanotte!✨✨💙✨✨

@versoilsolereiki
  • ❤ 8
  • 🤩 2
Post #10934 223
Arriva piano, quasi in punta d’ali, quando le foglie iniziano a dorarsi e i mattini hanno già un respiro più fresco. È il pettirosso, il piccolo viandante dell’autunno, con la sua gola di fuoco che illumina i mattini nebbiosi, come una scintilla gentile tra il silenzio dei campi.
Lo si scorge tra i rami spogli, sul davanzale o vicino al vecchio fontanile, dove ancora restano gocce di luce. Non teme la solitudine, anzi, sembra trovarla dolce, come chi conosce il valore del silenzio e delle cose che cambiano.

Gli antichi dicevano che il pettirosso portasse messaggi dal cielo e che comparisse nei luoghi dove una preghiera era rimasta sospesa. Qualcuno credeva che fosse l’anima di chi torna a vegliare in silenzio su chi ama, altri che fosse un segno di buon augurio per la casa, una promessa di pace e protezione per i mesi a venire.

Si racconta che il suo petto fosse divenuto rosso quando cercò di togliere una spina dal capo di Cristo: una goccia di sangue lo macchiò per sempre, rendendolo simbolo di coraggio e compassione.

Le donne, vedendolo sui rami del nocciolo o del biancospino, dicevano che l’autunno era davvero arrivato e che presto sarebbe venuto il tempo delle castagne e del focolare acceso.
C’era sempre qualcuno che lasciava qualche briciola sul davanzale per il piccolo viandante del cuore.

Quando il pettirosso torna, la campagna si fa più dolce nel suo silenzio.
È un piccolo segno che la vita continua, che la bellezza resiste anche nel freddo, e che ogni stagione, per quanto breve, porta con sé un cuore che batte.
Rosso come una fiamma, caldo come un ricordo, silenzioso come la speranza.

___ 🍂 La casetta in campagna

@versoilsolereiki
  • ❤ 13
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