Leggendo i commenti sulla decisione di alcune realtà di passare da PayPal a Satispay, mi sono chiesto: è meglio fare un piccolo passo o aspettare un grande salto?
Qualche mese fa, su Mastodon, ho discusso con un utente che sosteneva che Linux non fosse sufficiente per raggiungere l’indipendenza tecnologica. Ora mi ritrovo in una situazione simile: sempre più organizzazioni stanno aprendo le donazioni su Satispay e chiudendo PayPal, perché dopotutto Satispay è un’azienda europea che, in teoria, dovrebbe offrire maggiori tutele ai suoi utenti.
In questo periodo c’è una maggiore riflessione su come paghiamo. Ci affidiamo quasi esclusivamente a Visa e Mastercard (entrambe società americane), e forse questa attenzione è anche legata all’imminente arrivo dell’euro digitale. Ma questo passaggio è un bene o un male?
Portare gli utenti a riflettere su come pagano può essere lo strumento per cambiare le cose? Può davvero avviare una nuova era di pagamenti decentralizzati?
Onestamente non lo so. Ma so che la consapevolezza è la chiave per iniziare a cambiare le cose. Forse Satispay e Bancomat non rivoluzioneranno il sistema, ma anche solo porsi la domanda 'Come sto pagando?' potrebbe accelerare un cambiamento che, un giorno, potrebbe diventare realtà.
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