il teatro? La lettura del testo è indirizzata verso uno scorrimento verticale, con uno sbarramento che non facilita – si può dire non prevede proprio – l’interazione tra chi è sulla scena; si va verso un teatro pensato per la pagina e non per chi lo agisce? Questa presunta novità formale, in realtà di una sperimentazione piuttosto novecentesca, non sta dicendo forse che la vaghezza letteraria, intellettuale nella sua accezione più negativa, è considerata dominante rispetto alla scena? L’attore e l’attrice sono ancora al centro del teatro?»
Simone Nebbia ragiona sullo spettacolo con il testo vincitore del Premio Riccione Teatro 2025, di Jacopo Giacomoni con la regia di Silvia Costa e la produzione di La Biennale di Venezia, Cranpi, Piccolo Teatro Milano
https://www.teatroecritica.net/2026/09/unora-di-silenzio-tacet-di-jacopo-giacomoni/
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