BERLINO: SPD E VERDI CHIEDONO ALLA LINKE UN IMPEGNO SUL DIRITTO ALL’ESISTENZA DI ISRAELE COME CONDIZIONE PER LA COALIZIONE
SPD e Verdi hanno sospeso i colloqui dopo che Die Linke ha ammesso un politico filo-palestinese nel suo gruppo parlamentare.
Socialdemocratici e Verdi hanno chiesto un impegno a favore di Israele come condizione per i colloqui di coalizione con il partito di sinistra Die Linke per formare il prossimo governo di Berlino. Le parti dovevano continuare i colloqui oggi dopo che una disputa sulla politica filo-palestinese Vanessa Emde aveva interrotto le trattative all'inizio di questa settimana.
Die Linke ha ottenuto il 25,7 percento dei voti alle elezioni del 20 settembre, diventando il partito più grande nel parlamento della capitale. Il suo candidato principale, Elif Eralp, mira a diventare sindaco di governo di Berlino, ma ha bisogno di socialdemocratici (SPD) e Verdi per formare una coalizione di maggioranza. I due partiti hanno reso la posizione di Die Linke su Israele una questione centrale nei negoziati, chiedendo impegni prima che possano iniziare le discussioni sul governo della città.
L'8 ottobre, SPD e Verdi hanno chiesto alla Linke di accettare un documento congiunto come condizione per l'apertura di colloqui esplorativi. Nel documento si dichiara "il diritto di Israele di esistere" come non negoziabile e si respingoono boicottaggi generali contro Israele. Inoltre, si condannano gli attacchi guidati da Hamas del 7 ottobre 2023 mentre si riconoscono le "sofferenze, le difficoltà e la distruzione subite dai civili palestinesi a Gaza e in Cisgiordania".
Pur sostenendo l'autodeterminazione palestinese e una soluzione a due stati, il documento non conteneva alcuna dichiarazione equivalente sul diritto all’esistenza di uno stato palestinese. Inoltre, il passaggio in cui si riconosce la sofferenza palestinese evita subdolamente di menzionare chi la sta infliggendo, ossia Israele. La proposta di accordo prevede anche misure disciplinari, inclusa una possibile espulsione, contro i membri che violassero i suoi principi.
Die Linke si distingue nella politica tedesca per le sue critiche ai crimini di guerra di Israele contro i palestinesi negli ultimi tre anni. Il 19 giugno, il partito ha formalmente descritto le azioni di Israele a Gaza come genocidio. 'Dimostra che le accuse di antisemitismo sono l'arma preferita per screditare i politici di sinistra'. L’esecutivo nazionale aveva già condannato i crimini contro l'umanità e gli sforzi israeliani di ripulire etnicamente i palestinesi da Gaza. Le sezioni regionali hanno anche denunciato l'apartheid israeliano nei territori occupati.
Queste posizioni hanno suscitato accuse di antisemitismo. Josef Schuster, presidente del Consiglio Centrale degli Ebrei in Germania, dichiarò che "l'antisionismo di sinistra è un antisemitismo poco celato".
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