FRANCIA. LE MOBILITAZIONI STUDENTESCHE SONO DEGENERATE IN VIOLENZA
Negli ultimi giorni la Francia è stata attraversata da una mobilitazione di studenti delle superiori (lycéens, 15-18 anni) che è rapidamente degenerata in blocchi, scontri e attacchi diretti a istituti scolastici. Il movimento è partito intorno al 17-21 settembre nella regione parigina, in particolare dal liceo Saint-Exupéry di Créteil (Val-de-Marne), dove mancavano docenti e le condizioni degli edifici erano degradate. Da lì si è esteso all’Île-de-France e poi a decine di città: Lille, Lione, Marsiglia, Nantes, Strasburgo, Tolosa, Digione, Bordeaux, Rennes e altre.
Le rivendicazioni riguardano la carenza di insegnanti e personale, classi sovraffollate, orari troppo lunghi e edifici fatiscenti. Il sindacato studentesco Union syndicale lycéenne (USL) ha convocato blocchi generalizzati e a ulteriori azioni, incluso un appuntamento nazionale previsto per il 6 ottobre. La protesta si è sovrapposta, il 29 settembre, a uno sciopero del settore pubblico (insegnanti, personale ospedaliero e dipendenti statali) contro i tagli di bilancio previsti per il 2027.
La fase pacifica, pefò, è durata poco. Già dal 28-29 settembre sono comparsi barricate di bidoni, incendi di rifiuti, lancio di bottiglie, pietre e mortai pirotecnici contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni. Il ministero dell’Interno ha parlato di casi in cui sarebbe stata lanciata anche acido cloridrico contro le forze dell’ordine. Il 1° ottobre la situazione è stata definita dal governo “violenza urbana”: non più semplice espressione di rivendicazioni liceali.
Gli attacchi alle istituzioni scolastiche sono stati ripetuti. A Nantes l’incendio di un bidone si è propagato all’ingresso del liceo Nelson Mandela, danneggiando l’atrio. Un altro rogo ha colpito un istituto a Rouen. A Marsiglia, al liceo Victor Hugo, personale e dirigenti sono stati schizzati di benzina mentre alcuni manifestanti riempivano contenitori (la procura ha inizialmente parlato di aggressione e irrorazione). Fuori dal liceo Saint-Exupéry una folla ha costretto i pompieri ad abbandonare un mezzo, poi dato alle fiamme. A Strasburgo è stata bruciata un’auto. Ad Auchel (Pas-de-Calais) un dirigente è stato ferito all’orecchio da un petardo; in Normandia e altrove sono stati segnalati aggressioni a presidi. Secondo il ministero dell’Educazione, circa 100 istituti hanno subito danni gravi e una quarantina di dirigenti sono rimasti feriti. Il bilancio aggiornato a ieri, 1° ottobre, è di 1.027 licei interessati da mobilitazioni e 222 completamente bloccati. Una trentina di campus universitari si sono uniti ai blocchi.
Il bilancio degli arresti e dei feriti è elevato e riguarda in larga parte minorenni. Il 29 settembre sono state fermate circa 440 persone (in gran parte minori). Il giorno successivo 625, il 1° ottobre 1.949, per un totale vicino ai 3.000 dall’inizio della mobilitazione. I feriti tra studenti e personale scolastico sono saliti a oltre 200 (di cui circa 170 allievi secondo un conteggio del ministro dell’Educazione Édouard Geffray).
Al 2 ottobre non si registrano segnali di distensione.
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