SINNER E LA PATENTE 🌺🌺🌺
Sul tennista altoatesino, risultato positivo in due controlli antidoping all'anabolizzante clostebol, ancora pende il giudizio del TAS, ma indubbiamente il grande pubblico lo ha assolto da subito. La critica più frequentemente rivolta all'apparentemente occhiuto atteggiamento della WADA riguarda la "infinitesimalità" delle quantità di farmaco riscontrate nelle sue urine, asseritamente non in grado di migliorarne le prestazioni atletiche. Ora, qui non interessa discutere la verosimiglianza di questa affermazione, quanto invece azzardare un paragone con il nuovo codice della strada, in quale nella sua nuova versione - per molti versi analogamente al codice antidoping della WADA - introduce una "tolleranza zero" nei confronti della presenza di sostanze stupefacenti in occasione dei controlli su strada, che possono ora essere effettuati indipendentemente dal fatto che il guidatore manifesti segni di alterazione. In altri termini, con il vecchio codice era necessario, per procedere ai controlli, che vi fossero fondate ragioni per ritenere che una sostanza farmacologica stesse alterando il comportamento di una persona alla guida. Ora questo non ha più importanza: certe sostanze considerate stupefacenti, come la cannabis o le benzodiazepine, non devono essere state assunte. E basta. Indipendentemente dai loro effetti e senza nessuna considerazione rispetto al loro eventuale uso terapeutico (quest'ultimo aspetto almeno per ora, in attesa di eventuali ravvedimenti ministeriali). Il che rende il codice della strada del tutto sovrapponibile al codice antidoping WADA, il quale per la quasi totalità delle sostanze vietate non ne ammette alcuna traccia nell'organismo dell'atleta. E tuttavia le motivazioni della WADA sono essenzialmente di natura etica: le sostanze sono vietate poiché darebbero un vantaggio indebito all'atleta, e le sanzioni sono previste anche quando l'assunzione è del tutto accidentale e non rileva nulla o quasi che le prestazioni ne abbiano beneficiato. Ma, al contrario del codice antidoping WADA, il codice della strada non si occupa di sostanze vietate: cannabis terapeutica e benzodiazepine sono sostanze pienamente lecite, e d'altra parte secondo le leggi del nostro paese nemmeno l'uso personale di stupefacenti illegali è sanzionabile. Qual è dunque il fondamento del nuovo codice della strada nel momento in cui prescinde dall'effettiva alterazione del guidatore e prevede sanzioni draconiane per il semplice riscontro di sostanze del tutto legali e legittime in totale assenza di loro effetti più o meno pericolosi? Io non so se il legislatore abbia davvero riflettuto sulla questione, ma trovo certo che questo nuovo codice in questa formulazione finisca per ispirarsi ai principi dello stato etico e del controllo del cittadino senza alcun riguardo per alcuni sacrosanti principi quali la libertà personale e il diritto all'autodeterminazione. Eppure, mentre a sostenere Sinner ci sono folle vocianti, una granitica pubblica opinione e un sistema dei media quanto meno nel nostro paese, su questi aspetti del nuovo codice della strada tutti o quasi tacciono, e anzi non pochi si dicono soddisfatti dell'ulteriore "stretta". Un giro di vite per l'ennesima volta fondato su una pseudoscienza distorta, che finisce unicamente per incidere sulla libertà e la serenità dei cittadini, minacciandoli con sanzioni in grado di devastare l'esistenza personale e famigliare (immaginatevi con la patente ritirata per qualche mese...), come d'altra parte è diventata la norma da qualche anno a questa parte. E non può non sorgere il sospetto che qualcuno da qualche parte sia perfettamente consapevole del filo rosso che percorre questi anni e persegua intenzionalmente determinati obiettivi. Molti altri invece sono semplicemente degli idioti, che tuttavia in queste circostanze sono di regola sempre di grande utilità.
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Forwarded from Marco Cosentino (Marco)
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