Buongiorno, cari amici! ☕️🙂
🎨 Tarussa: la città che non fu salvata dalla ferrovia, bensì dalla sua assenzaAmici, il venerdì è il momento giusto per raccontare storie di luoghi dove il tempo scorre in modo un po’ diverso. Oggi viaggiamo verso una piccola città sull’alta riva dell’Oka, talvolta definita la «Barbizon russa». Un luogo in cui l’isolamento economico finì per trasformarsi in un vantaggio culturale.
Benvenuti a
Tarussa.
🛡️ Un’antica città sull’OkaTarussa viene menzionata per la prima volta nelle cronache nel 1246, come centro di un piccolo principato. I reperti archeologici mostrano tuttavia che in questo luogo esisteva già molto prima un insediamento fortificato.
La città si trova sull’alta riva sinistra dell’Oka, vicino alla foce del fiume Tarussa. Nel XVI secolo faceva parte della linea difensiva lungo l’Oka, che avrebbe dovuto proteggere il territorio di Mosca dagli attacchi provenienti da sud.
Tarussa, tuttavia, non si sviluppò mai fino a diventare un grande centro commerciale o industriale. Le vicine città di Serpuchov e Aleksin erano economicamente più importanti, e Tarussa rimase alla loro ombra.
🚂 La ferrovia che non arrivò maiNel XIX secolo accadde qualcosa che influenzò decisivamente l’ulteriore sviluppo di Tarussa: la ferrovia passò lontano dalla città.
Per l’economia fu uno svantaggio. La popolazione crebbe lentamente e non sorsero grandi fabbriche. Nel 1897 vi vivevano soltanto 1.876 persone. Allo stesso tempo, la vecchia struttura delle strade e delle case cambiò molto più lentamente che nelle città vicine in rapida crescita.
Così, nel lungo periodo, uno svantaggio economico si trasformò in un vantaggio: Tarussa conservò gran parte del suo carattere di piccola città.
🎨 La «Barbizon russa»Dalla fine del XIX secolo, il paesaggio pittoresco attirò sempre più artisti, scrittori e altri esponenti dell’intellighenzia culturale. Qui cercavano tranquillità, natura e una vita lontana dalla grande città.
Tarussa finì per ricevere il soprannome di «Barbizon russa», in riferimento al villaggio francese di Barbizon, che nel XIX secolo era diventato un celebre punto d’incontro per i pittori paesaggisti.
A Tarussa sono legati nomi come Marina Cvetaeva, Viktor Borisov-Musatov, Nikolaj Krymov, Vasilij Polenov, Konstantin Paustovskij e Bella Achmadulina.
In seguito Paustovskij descrisse Tarussa come un rifugio speciale per le persone dedite all’arte e alla scienza.
🏛️ La lotta per l’antico volto della cittàLa storia divenne particolarmente interessante nella seconda metà del XX secolo. Artisti, scrittori, architetti e abitanti impegnati si batterono affinché Tarussa non perdesse il suo carattere storico a causa di una massiccia urbanizzazione moderna.
Anche Konstantin Paustovskij si impegnò pubblicamente per la città all’inizio degli anni Sessanta e attirò l’attenzione sui suoi problemi.
Il risultato è ancora oggi visibile: il centro storico ha conservato in gran parte la sua scala urbana da piccola città. Invece di un paesaggio urbano dominato dai grattacieli, qui si trovano case basse, strade antiche, chiese e molto verde.
🏛️ Cosa si può vedere oggiTra gli edifici più noti c’è la cattedrale dei Santi Pietro e Paolo, risalente alla fine del XVIII secolo, che caratterizza il centro della città. La Chiesa della Risurrezione è uno degli edifici religiosi più antichi ancora conservati di Tarussa.
Inoltre, ci sono la casa-museo di Paustovskij, il museo della famiglia Cvetaeva e la pinacoteca di Tarussa.
E naturalmente il paesaggio stesso rimane una parte importante della città: l’alta riva dell’Oka, le strade antiche e le vedute sul fiume — proprio quell’ambiente che da oltre un secolo attira artisti e scrittori a Tarussa.
Lasciate un ❤️ se vi è piaciuto e salvate il post!
📍
Le coordinate del luogo: disponibili qui💥 Nostro canale:
Node of Time ITA