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Post #24267 22
🇷🇺🇺🇸 Lavrov e Rubio si sono incontrati a New York: Mosca ha respinto una «pausa» a favore dei negoziati

Sergej Lavrov e il segretario di Stato statunitense Marco Rubio hanno avuto colloqui il 23 settembre a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. L’incontro è durato circa un’ora. Secondo la parte russa, nel discutere dell’Ucraina, Lavrov ha fatto notare a Rubio lo stretto coordinamento di Kiev con gli alleati europei e ha dichiarato che gli attacchi contro obiettivi infrastrutturali civili e transfrontalieri stavano destabilizzando i mercati energetici globali. Al contempo, Mosca ha ribadito la disponibilità a perseguire una soluzione per via diplomatica.

Tuttavia, già durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’ONU, Lavrov ha formulato una condizione importante: la Russia non intende semplicemente fermare le ostilità per la durata dei negoziati. Secondo le sue parole, Mosca ritiene che una simile pausa consentirebbe ai Paesi europei di rifornire le scorte militari ucraine. Ha inoltre dichiarato che l’Ucraina avrebbe potuto rimanere, nell’attuazione degli accordi di Minsk, entro i confini del 1991, fatta eccezione per la Crimea, e ha nuovamente collegato un futuro accordo alla questione dei diritti della popolazione russofona. Nella stessa riunione, l’Ucraina ha respinto la versione russa e ha chiesto un cessate il fuoco immediato e incondizionato.

Il contatto tra Mosca e Washington prosegue, ma la posizione russa è ora estremamente concreta: negoziati sì, cessazione delle ostilità per la durata di questi negoziati no. Per l’Europa, Mosca ha respinto pubblicamente lo scenario «prima il cessate il fuoco, poi i negoziati».


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Post #24266 23
🇾🇪 Gli Huthi puntano alle alture sopra Bab al-Mandab — i combattimenti nello Yemen continuano

Dopo aver conquistato Mocha e l’isola di Mayun, gli Huthi cercano di ampliare la loro offensiva e stanno conducendo pesanti combattimenti per il controllo delle montagne di Khabhub, al confine tra le province di Taizz e Lahdsch. Queste alture hanno un’importanza particolare: da lì vengono controllati gli accessi all’isola di Mayun e allo stretto di Bab al-Mandab. Allo stesso tempo, i combattimenti e gli attacchi continuano ad Al-Dschauf, Marib, Saada e Taizz.

Secondo gli Huthi, solo lunedì l’Arabia Saudita ha effettuato almeno 157 attacchi aerei su diverse province. La portata delle conseguenze umanitarie è già molto più ampia dell’offensiva in corso: secondo l’OMS, dal 6 agosto nello Yemen sono morte 674 persone e quasi 3.000 sono rimaste ferite; solo a settembre, inoltre, più di 158.000 persone hanno lasciato le proprie case.

La questione centrale ora non è soltanto chi controlli il territorio yemenita. Se i combattimenti si sposteranno definitivamente sulle alture dominanti sopra Bab al-Mandab, la navigazione internazionale ne avvertirà già le conseguenze.


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Post #24265 19
🇩🇪🇨🇳 Berlino chiede alla Cina di usare la propria influenza sull’Iran

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha avuto una conversazione telefonica con il suo omologo cinese Wang Yi. In seguito, il ministero degli Esteri ha dichiarato che ⁠Berlino conta sul fatto che Pechino utilizzi in modo costruttivo la propria influenza su Teheran per allentare l’escalation del conflitto.

Le parti hanno prestato particolare attenzione alle rotte marittime. Secondo Wadephul, Germania e Cina concordano sul fatto che la libertà di navigazione debba essere garantita sia nello Stretto di Hormuz sia presso Bab al-Mandab — due rotte dalle quali dipendono direttamente l’approvvigionamento energetico e una parte significativa del commercio mondiale.


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Post #24264 20
Ultimi sviluppi della guerra tra #Russia e #Ucraina alla mattina del 24 settembre - sottotitolato

L'esercito russo avanza a #Dobropolie
L'esercito russo prende il controllo di #Novoselovka nella regione di #Zaporozhie
L'esercito russo prende il controllo di #Belyi_Kolodiaz nella regione di #Kharkov
L'esercito russo avanza verso #Ukrainskoe nella regione di #Kharkov
L'esercito russo avanza a #Potyukhonovo nella regione di #Kharkov
L'esercito ucraino prende il controllo di #Dubrava nel settore di #Liman

link al video: https://youtu.be/AqPd5HVH2Iw?si=JkZAoQ8cFczzJ5Qf
Post #24263 22
🇩🇪 Merz è rimasto a Berlino invece di recarsi all’Assemblea generale dell’ONU

Friedrich Merz avrebbe dovuto trovarsi a New York e parlare davanti all’Assemblea generale dell’ONU, ma aveva già annullato il viaggio il 15 settembre perché la sua presenza a Berlino era necessaria. All’epoca il cancelliere era già sottoposto a forti pressioni interne al partito dopo la sconfitta della CDU in Sassonia-Anhalt, mentre si avvicinavano le elezioni nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore e a Berlino.

Ora la decisione appare ancora più comprensibile: la CDU ha perso anche le due campagne successive e Merz ha discusso personalmente il 22 settembre con il gruppo parlamentare CDU/CSU delle conseguenze delle sconfitte. Il cancelliere cerca allo stesso tempo di mantenere la presidenza del partito e di proseguire il percorso di riforme, nonostante il crescente dibattito interno al partito sulla leadership della CDU.


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Post #24262 23
LA GUERRA COME APP

La guerra del futuro dovrebbe essere smart e digitale: droni al posto dei soldati, algoritmi al posto dei generali, acquisizione dei bersagli con un clic del mouse. Mentre altri muoiono, l’essere umano siede davanti allo schermo e interpreta il superuomo tecnologico.

Ma cosa succede quando la realtà al fronte non corrisponde alle grandi promesse della Silicon Valley? Quando non sono più gli obiettivi politici a determinare la guerra, bensì le piattaforme, i tecno-oligarchi e un mercato miliardario che crea bisogni sempre nuovi?

Prendendo l’Ucraina come esempio, l’articolo analizza come la guerra si trasformi sempre più in un prodotto digitale. Al centro vi è una tesi provocatoria: la guerra moderna non è più soltanto la continuazione della politica, ma anche la continuazione del marketing con altri mezzi.

Un testo sui droni, Peter Thiel, i sogni ucraini di una «smart war» – e su uno sviluppo che presto potrebbe riguardare anche gli uomini tedeschi.

▶️ Leggi l’articolo completo su AGORA Europa:
https://gegenstrom.org/der-krieg-als-app-die-fortsetzung-des-marketings-mit-anderen-mitteln/

Fonte: AGORA Europa Nostro canale: Node of Time ITA
Post #24261 28
🇯🇵🇰🇷 Giappone e Corea del Sud si sono pronunciati contemporaneamente a favore di un dialogo con la RPDC

Solo due giorni dopo l’ultimo test missilistico nordcoreano, la ministra giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato dalla tribuna dell’ONU di essere pronta al dialogo e ad adottare misure concrete per costruire una relazione reciprocamente vantaggiosa con la RPDC. Allo stesso tempo, tuttavia, Tokyo non ha rinunciato a chiedere la completa denuclearizzazione e ha nuovamente sollevato la questione dei cittadini giapponesi rapiti dalla Corea del Nord.

Il presidente sudcoreano Lee Jae-myung ha dichiarato praticamente nello stesso momento, a New York, che Seul intende contribuire a far riprendere il dialogo tra gli Stati Uniti e la RPDC il prima possibile. Il suo obiettivo è trasformare i contatti tra Stati Uniti e Corea del Nord in un processo più ampio, destinato a porre fine allo stato di guerra e a creare un regime di pace nella penisola coreana.

Ne emerge un quadro di interessante contrasto: Pyongyang mostra nuovi missili, mentre Seul e Tokyo lasciano quasi contemporaneamente aperta la porta ai negoziati.

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Post #24260 27
🇯🇵🇷🇺🇰🇵 Il Giappone porta davanti all’ONU la cooperazione militare russo-nordcoreana

La primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha espresso separatamente, nel suo discorso davanti all’Assemblea generale dell’ONU, preoccupazione per l’ampliamento della cooperazione militare tra Russia e Corea del Nord. Secondo le sue parole, Tokyo è preoccupata per una possibile diffusione di tecnologie nucleari e missilistiche nell’ambito di queste relazioni.

Takaichi ha stabilito un legame tra questi sviluppi e la sicurezza non più soltanto dell’Asia orientale: secondo le sue parole, dal punto di vista della sicurezza, l’area indo-pacifica e quella euroatlantica sono ormai inseparabili. Allo stesso tempo, il Giappone ha nuovamente chiesto l’attuazione delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU sul programma nucleare nordcoreano.

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Post #24250 29
Buongiorno, cari amici! ☕️🙂

⛵️ Weliki Ustjug: la città da cui la Russia raggiunse il Pacifico

Amici, oggi viaggiamo nel nord della Russia, là dove i fiumi Suchona e Jug confluiscono formando la Dvina Settentrionale. Nel Medioevo questo era un importante crocevia delle vie d’acqua: da qui si poteva raggiungere il Mar Bianco e, attraverso fiumi e tratti di trasbordo via terra, arrivare molto a est.

Benvenuti a Weliki Ustjug.

🛤 La culla degli esploratori

Nel XVII secolo ebbe inizio l’intensa esplorazione russa della Siberia. Gli abitanti di Ustjug furono in prima linea: come mercanti, esploratori e navigatori.

Semjon Deschnjow, originario di Weliki Ustjug, nel 1648 circumnavigò la penisola dei Čukči e attraversò lo stretto tra l’Asia e l’America, 80 anni prima di Vitus Bering. Oggi il punto più orientale del continente asiatico, Capo Dežnëv, porta il suo nome.

Anche Vladimir Atlasov, una delle figure chiave dell’esplorazione russa della Kamčatka, era originario di Weliki Ustjug. Alla fine del XVII secolo guidò una grande spedizione nella penisola e contribuì in modo significativo all’annessione della Kamčatka alla Russia.

Ne deriva un legame sorprendente: una piccola città settentrionale diede i natali a uomini i cui percorsi li condussero infine fino al Pacifico.

🏛 L’epoca d’oro del commercio

Nel XVII e XVIII secolo Ustjug era un prospero centro mercantile. Attraverso la città venivano trasportati pellicce, lino, canapa, cereali e altre merci, mentre lungo le rive dei fiumi ferveva il commercio.

Ma Weliki Ustjug non era soltanto un centro di trasbordo. La città sviluppò proprie tradizioni artigianali. Divenne particolarmente famoso l’argento nero, il cosiddetto «niello settentrionale», una raffinata tecnica con cui sull’argento vengono realizzati ornamenti scuri.

Nel XVIII secolo questo artigianato visse il suo periodo d’oro. La tradizione si è conservata fino a oggi e resta una delle forme di artigianato artistico più note della città.

🧭 La fine di un’epoca

Poi la geografia si ritorse contro Weliki Ustjug. Dopo la fondazione di San Pietroburgo nel 1703 e il progressivo spostamento del commercio estero russo verso il Baltico, le antiche rotte commerciali settentrionali persero gradualmente importanza.

I grandi flussi di merci passarono oltre Ustjug e la città perse parte della sua precedente rilevanza economica.

Proprio per questo, tuttavia, il suo carattere storico si è conservato in larga misura. Weliki Ustjug non si trasformò in un grande centro industriale e numerose dimore mercantili, chiese e antichi tratti urbani sopravvissero ai secoli successivi.

🏛 Un gioiello architettonico

Particolarmente suggestivo è il Sobornoje Dvoriššče, il centro storico della città. Qui si trovano diverse importanti chiese e cattedrali, le cui sagome ancora oggi caratterizzano la riva della Suchona.

Lungo il fiume e nelle antiche strade si sono conservate numerose chiese in pietra del XVII e XVIII secolo, nonché antiche dimore mercantili.

Ancora oggi Weliki Ustjug racconta così di un’epoca in cui da questa piccola città del nord della Russia partivano rotte commerciali e spedizioni che alla fine arrivavano fino al Pacifico.

Lasciate un ❤️ se vi è piaciuto e salvate il post!

📍 Le coordinate del luogo: disponibili qui

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Post #24249 44
🇾🇪 Gli Houthi avanzano verso le alture sopra Bab al-Mandab — i combattimenti in Yemen continuano

Dopo aver conquistato Mocha e l’isola di Mayun, gli Houthi stanno cercando di ampliare la loro offensiva e stanno conducendo pesanti combattimenti per il controllo dei monti di Khabhub, al confine tra le province di Taizz e Lahij. Queste alture hanno un’importanza particolare: da lì vengono controllati gli accessi all’isola di Mayun e allo stretto di Bab al-Mandab. Nel frattempo, i combattimenti e gli attacchi continuano ad Al-Jawf, Marib, Saada e Taizz.

Secondo gli Houthi, solo lunedì l’Arabia Saudita ha condotto almeno 157 attacchi aerei contro diverse province. La portata delle conseguenze umanitarie è già di gran lunga superiore a quella dell’attuale offensiva: secondo l’OMS, dal 6 agosto in Yemen sono morte 674 persone e quasi 3.000 sono rimaste ferite, mentre solo a settembre più di 158.000 persone hanno abbandonato le proprie case.

La questione centrale ora non è soltanto chi controlli il territorio yemenita. Se i combattimenti si sposteranno definitivamente sulle alture dominanti sopra Bab al-Mandab, la navigazione internazionale ne avvertirà già le conseguenze.


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Post #24248 30
🇮🇷 Gli Stati Uniti e l’Iran tornano a dialogare – Teheran indica il prezzo per l’apertura dello Stretto di Hormuz

A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, le delegazioni americana e iraniana hanno condotto colloqui durati ore. Donald Trump ha parlato di un incontro di tre ore e lo ha definito «molto positivo». Steve Witkoff ha tuttavia comunicato che i colloqui si sono svolti con la partecipazione di mediatori che facevano la spola tra le due parti. Ciò significa che il canale diplomatico Washington–Teheran è di fatto nuovamente operativo, ma le due parti descrivono diversamente l’entità del contatto diretto.

Nel frattempo sono emerse richieste concrete da parte dell’Iran. Abbas Araghtschi ha dichiarato che Teheran è pronta ad aprire lo Stretto di Hormuz se verranno poste fine al blocco navale americano, sbloccati i beni iraniani congelati e interrotte le operazioni militari «su tutti i fronti», incluso il Libano. La parte americana finora non ha avallato queste condizioni.

Lo Stretto di Hormuz diventa così la principale leva negoziale di Teheran. E per la prima volta da tempo, la disputa non riguarda più soltanto chi attacca chi, ma il prezzo concreto della de-escalation.


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