🇪🇺🏅 Kaja Kallas vuole impedire il ritorno della Russia nello sport mondiale
La responsabile della diplomazia europea, Kaja Kallas, ha annunciato la preparazione di nuove misure volte a mantenere l’isolamento degli atleti russi e bielorussi. Dopo la riunione del Consiglio dell’UE per gli Affari esteri, tenutasi il 12 ottobre in Lussemburgo, ha dichiarato che il Servizio europeo per l’azione esterna elaborerà proposte in tal senso insieme alla Commissione europea. «Lo sport e la cultura non devono diventare strumenti con cui si ripulisce l’aggressione russa», ha sottolineato Kallas.
L’iniziativa è nata sullo sfondo delle decisioni del Comitato Olimpico Internazionale, che aprono la possibilità di un ritorno degli atleti russi alle competizioni internazionali. Nel luglio 2026 il CIO ha temporaneamente ripristinato i diritti del Comitato Olimpico russo, suscitando malcontento tra una serie di politici europei. Ora Bruxelles vuole spingere per la prosecuzione delle restrizioni ed estendere la pressione politica anche al settore culturale. Per il momento si tratta della preparazione di proposte, non di nuovi divieti già approvati.
Lo sport internazionale è stato creato come uno spazio in cui gli atleti competono tra loro indipendentemente dalle differenze politiche tra gli Stati. Kallas propone tuttavia di mantenere le restrizioni sulla base della nazionalità anche alla luce delle decisioni del CIO su un graduale ritorno degli atleti russi. Sorge la domanda: dove passa il confine tra le sanzioni politiche e la responsabilità collettiva di persone che non prendono decisioni statali?
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