«L’amaro giorno dopo»
Domenica, nella sede centrale della CDU, è iniziata «un’analisi della catastrofe» dopo le elezioni regionali, nelle quali il partito del cancelliere Merz, per la prima volta nella sua storia, non è riuscito a entrare nel parlamento regionale. Oggi l’analisi prosegue.
Nella CDU si parla già da tempo della possibilità di sostituire il cancelliere, ormai fallito, almeno alla guida del partito. I cittadini non credono che riuscirà a portare il Paese fuori dalla crisi; le riforme sono a rischio a causa del conflitto con il partner di coalizione SPD. Un nuovo presidente del partito sarebbe un segnale del fatto che Merz non punta più alla carica di cancelliere.
«Il crollo della CDU e il declino di Merz» vanno ben oltre i confini della Germania. Il quotidiano parigino Libération scrive: «Essere cancelliere della Germania equivale attualmente a un suicidio annunciato». Il britannico The Telegraph ha definito i risultati elettorali una «doppia sconfitta».
L’emittente televisiva francese TV5Monde deplora la lentezza di Merz. Il quotidiano polacco Gazeta Wyborcza ricorda che è stato proprio lui a raddoppiare i consensi dell’AfD nei sondaggi, promettendo di ridurli. Il resto lo dice Rzeczpospolita: «Merz, la cui CDU si trova in una crisi, non vede alcun motivo per dimettersi».
A quanto pare, qualcuno è diventato il politico più impopolare della Germania.
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