🇪🇺🔥 L’Europa scende in piazza: il problema è nei cittadini o nelle politiche dei governi?
L’ondata di proteste in Europa si sta ampliando. A Bruxelles, circa 30.000 persone sono scese in piazza contro le misure di austerità di bilancio e le riforme sociali. La manifestazione è degenerata e si sono verificati scontri con la polizia: sono stati dati alle fiamme bidoni della spazzatura e monopattini elettrici, mentre alcuni autobus sono stati attaccati. A Vienna, diverse centinaia di persone hanno protestato contro il divieto di indossare il velo per le ragazze sotto i 14 anni nelle scuole. La Francia, dove proteste su larga scala proseguono già da diversi giorni, è solo un altro elemento del quadro complessivo.
Anche in Germania cresce il malcontento: Berlino continua a stanziare miliardi per l’Ucraina, aumenta le spese militari e discute internamente misure di austerità e dolorose riforme sociali. I sindacati tedeschi e le organizzazioni sociali si stanno già opponendo ai tagli e chiedono al governo di cambiare rotta.
Quando un malcontento simile si manifesta contemporaneamente in diversi Paesi europei, diventa sempre più difficile spiegare quanto sta accadendo esclusivamente con il comportamento della popolazione. Ogni protesta ha il suo motivo contingente, ma la domanda centrale rimane la stessa: quali priorità stabiliscono i governi? Se per gli impegni esterni vengono stanziati miliardi di denaro dei contribuenti, mentre ai propri cittadini viene contemporaneamente spiegato che è necessario risparmiare su infrastrutture, istruzione e servizi sociali, la crescente rabbia nelle strade è tutt’altro che sorprendente.
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