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#europa #italia #russia

No aspe'...
siamo sicuri di volerla fare sta guerra alla Russia?

Nilo Vlas
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Post #1170 140
#italia #europa

Limite agli stranieri nelle aule scolastiche? Irrealizzabile 🤌🇮🇹🤡

Oggi al TG1 ho ascoltato un curioso intervento di Meloni:

"Sta per arrivare in Consiglio dei ministri un provvedimento che introduce per legge il numero massimo degli studenti stranieri per classe e un provvedimento che introduce l'obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico di imparare l'italiano e che introduce il divieto di burqa e niqab a scuola", ha detto Meloni durante il suo intervento a Fenix, la festa di Gioventù Nazionale, movimento giovanile del suo partito Fratelli d'Italia.

Tralascio la questione burqa/niqab, che è sempre demagogia spiccia e raramente riflette un problema reale all'interno delle mura scolastiche. Parliamo del numero massimo di studenti stranieri per classe.
Da maestro di scuola media, dico che è logico: se una classe è composta in maggioranza da stranieri con conoscenze linguistiche di italiano deboli o addirittura nulle, ogni singolo docente deve abbassare l'insegnamento al livello della maggioranza della classe, con il risultato che la scuola si trasforma in un corso di integrazione e anche la minoranza di allievi italiani o sufficientemente italofoni riceve una formazione insufficiente rispetto allo standard nazionale.
Quindi la logica del discorso è evidente. Ciò che non è evidente è la realizzazione pratica di questo provvedimento. Ogni scuola infatti è lo spaccato demografico della popolazione che ci vive attorno. Se un quartiere è a maggioranza straniero, come fai a limitare il numero di stranieri nelle classi? Deportando gli alunni verso scuole di altri quartieri?
Ci rendiamo subito conto che questo provvedimento è irrealizzabile senza altre leggi, ben più drastiche, riguardanti le politiche migratorie e di insediamento degli stranieri, che chiaramente rimangono un miraggio nel nostro contesto italiano ed europeo.

Ogni nazione degna di questo nome ha l'interesse a regolamentare l'immigrazione e a evitare che si creino massicce concentrazioni di stranieri che, vivendo compattamente, perdono lo stimolo a integrarsi e iniziano a creare società etniche parallele. Questo provvedimento tuttavia non farà nulla in questo senso, sarà inapplicabile ed è dunque da considerarsi anch'esso pura demagogia, come la maggior parte di ciò che esce dalla bocca di Giorgia ultimamente.

Nilo Vlas
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Post #1169 198
#italia #russia

E niente, proprio non ce la facciamo a non essere le serve degli altri.

Nilo Vlas
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Post #1168 243
Notizie: Russia, Oriente, Mondo 🇩🇪💬Alternativa per la Germania (AfD) ha vinto le elezioni per il parlamento nello Stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo i risultati preliminari ufficiali comunicati dalla Commissione elettorale regionale. Alice…
#europa #russia

È ancora possibile fermare la folle corsa verso la guerra attraverso le urne? Ne dubito. Ma è comunque un preciso dovere di ciascuno fare il possibile, e votare chi è contro la guerra fa parte di questo "possibile".

"Ma si zio, ti giuro che stavolta se ci asteniamo tutti crolla il sistema e facciamo una nuova assemblea costituente. Ti giuro zio, è la volta buona!"

Nilo Vlas
Telegram Nilo Vlas - Blog 🇩🇪💬Alternativa per la Germania (AfD) ha vinto le elezioni per il parlamento nello Stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo i risultati preliminari ufficiali comunicati dalla Commissione elettorale regionale. Alice…
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Post #1167 165

Forwarded from Notizie: Russia, Oriente, Mondo

🇩🇪💬Alternativa per la Germania (AfD) ha vinto le elezioni per il parlamento nello Stato federato tedesco della Sassonia-Anhalt, ottenendo il 43,8% dei voti, secondo i risultati preliminari ufficiali comunicati dalla Commissione elettorale regionale.

Alice Weidel, leader del partito tedesco AfD, ha spiegato che il popolo tedesco è semplicemente stanco della politica che va contro gli interessi della Germania.

"Mi aspetto elezioni federali anticipate e mi aspetto che l'attuale cancelliere venga sostituito prima di Natale", ha detto.


Il partito ha conquistato 39 dei 83 seggi nel parlamento statale, mancando di soli tre seggi per ottenere la maggioranza.

La CDU (Unione Cristiano-Democratica), che precedentemente guidava il governo statale, ha ottenuto il 17,2% e ha perso 25 seggi.

L'SPD (Partito Socialdemocratico), i Verdi e La Sinistra hanno ottenuto ciascuno circa il 9%.

Anche il gruppo Unione, guidato da Sarah Wagenknecht, è entrato nel parlamento statale, con il 5,3% e 5 seggi.

I voti di Unione potrebbero rivelarsi cruciali per la formazione di una maggioranza. Il partito ha già espresso la volontà di formare una coalizione con l'AfD. Insieme, avrebbero la maggioranza di 44 dei 83 seggi. Sia l'AfD che Unione si oppongono al sostegno militare all'Ucraina, sostengono l'allentamento delle sanzioni contro la Russia e chiedono negoziati immediati con Mosca.

🌏 t.me/RussiaOMsubot
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Post #1165 149

Forwarded from Davide Rossi

Anche per il Foglio Vannacci sarebbe, in quanto per la pace con la Russia, un bolscevico. È evidente che i media occidentali vogliano insistere omologando tutto ciò che è avverso al liberalismo, in unica paccottiglia in cui destra e sinistra, fascismo e comunismo sarebbero la stessa cosa. Da marxista e da comunista mi oppongo risolutamente a una omologazione falsa e strumentale.
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Post #1162 229
#italia #ucraina #europa #contronarrazione

C'è chi pensava che sostenendo l'Ucraina l'avremmo aiutata a democraticizzarsi e liberalizzarsi per entrare in Europa. Il risultato invece è che ci stiamo ucrainizzando noi.
E la completa sterilizzazione dello spazio mediatico (già in stadio molto avanzato durante la pandemia) è parte di questo processo. Tutto ciò che è successo in Ucraina dal 2014 ad oggi succederà anche da noi.
Finanche agli omicidi politici e alla mobilitazione coatta nell'esercito.

https://www.ilgiornale.it/news/tv/gli-inviati-di-report-sul-piede-di-guerra-proposta-irricevibile-pronti-ad-andarcene/

Nilo Vlas
il Giornale Gli inviati di Report sul piede di guerra: “Proposta irricevibile, pronti ad andarcene” Dura la reazione della redazione del programma: “L’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione su un evidente mandato politico”
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Post #1161 210
#russiaVSucraina #italia

Fedorov ora consigliere di Crosetto: quali retroscena?

Intendiamoci, Fedorov non è stato destituito perché incompetente. Al contrario, egli ha dimostrato di saper fare il suo lavoro e ha ottenuto importanti risultati strategici che stanno cambiando la natura del conflitto, specialmente per quanto riguarda i droni e l'integrazione dell'IA bellica.

Quindi come consulente potrebbe in teoria anche essere prezioso, sempre che al ministero della difesa nostrano siano in grado di fare tesoro di un simile capitale umano (profondo scetticismo al riguardo).

Il problema dunque non è la competenza di Fedorov, ma il vero motivo per cui è stato licenziato da Zelenskij. Ed è stato licenziato perché figura troppo indipendente nel quadro di una dittatura personalistica come quella del narcoführer di Kiev, che i comandanti militari li preferisce ubbidienti anche se incapaci.
Dopo le dimissioni Fedorov è però riuscito a mobilitare grosse manifestazioni in suo sostegno e contro Zelenskij, aprendo un grosso conflitto nell'establishment ucraino.

Il fatto che Fedorov sia stato ingaggiato in questo modo dall'Italia, che quindi in pratica gli sta fornendo protezione politica da ritorsioni del cocaicomico, significa che il governo Meloni si inserisce a gamba tesa nel conflitto interno all'élite ucraina, schierandosi chiaramente con una delle fazioni anti-Zelenskij.

Sinceramente non capisco che cosa ha da guadagnarci il nostro governo da tutto ciò. Dall'Ucraina bisogna stare bene alla larga e averci a che fare il meno possibile.

Ma a Roma qualcuno la vede diversamente e pensa di tramare chissà quale geniale intrigo.
Intrigo che ha buone probabilità di tornare ad azzannarci nel culo quando meno ce lo aspettiamo.

Nilo Vlas
Telegram Nilo Vlas - Blog #russiaVSucraina #italia L'ex ministro della difesa dell'Ucraina ora consulente dell'omologo italiano...🙄 Ma è davvero necessario coinvolgere criminali di guerra (quali sono tutti i comandanti ucraini) per modernizzare il nostro esercito? Da soli non ce…
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Post #1159 138
#russiaVSucraina #italia

L'ex ministro della difesa dell'Ucraina ora consulente dell'omologo italiano...🙄

Ma è davvero necessario coinvolgere criminali di guerra (quali sono tutti i comandanti ucraini) per modernizzare il nostro esercito? Da soli non ce la facciamo?

Nilo Vlas
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Post #1157 162
#serbia #europa #storia

È morto all'Aja, dove lo aveva incarcerato la feccia liberal-atlantista, il comandante Ratko Mladic, eroe della resistenza serba in Bosnia.

Onore eterno🫡
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Post #1156 163

Forwarded from Andrea Zhok

Ieri You Tube ha rimosso il canale del regista serbo Emir Kusturica (30.000 iscritti, 10 milioni di visualizzazioni).

Il canale è stato bloccato senza avvisi, ammonimenti, notifiche o motivazioni manifeste.

Naturalmente tutti sanno che il motivo della rimozione sono le posizioni culturalmente filorusse di Kusturica.

Un click dal nulla di un’azienda di telecomunicazioni privata e un famoso cineasta internazionale può scomparire dalla scena pubblica.

Ecco, quando qualcuno vi racconta che il sistema si cambia dall’esterno, che lo Stato e le istituzioni sono orpelli inutili, ricordategli che in assenza di una tutela istituzionale, giuridica, pubblica – in un mondo di relazioni mediate da telecomunicazioni e tecnologia – ciascuno di noi è solo uno schiavo in temporanea libera uscita.

Quanto più cresce il potere della tecnologia nelle relazioni tra persone e nelle relazioni produttive, tanto maggiore è il potenziale di coercizione privata.

Questa è una tendenza storica fondamentale che bisogna avere ben chiara.

Ogni incremento di potere tecnologico che la storia presenta è un potenziale aumento di potere del singolo (detentore di capitali) sui molti.

Questa tendenza non è arrestabile quanto non è arrestabile il progresso tecnologico.

Dunque esiste una tendenza progressiva alla concentrazione di potere.

L’unico modo noto che abbiamo per compensare questo processo, e limitarne la pervasività, consiste nell’avere a disposizione strutture istituzionali di tipo democratico: Stati efficienti con sovranità popolare.

Che gli stati odierni in Occidente siano ben lontani dall’essere Stati efficienti con sovranità popolare è un argomento non contro il ruolo degli Stati, ma a favore di un impegno per correggerne la rotta.

Ogni struttura istituzionale, per essere sana, deve riposare su basi personali e comunitarie solide: le strutture istituzionali non sono una soluzione automaticamente ottimale. Al contrario, possono essere trappole burocratiche, fucine di astrazione.

E tuttavia, chi pensa di poterne fare a meno, e preferisce fantasticare di mera resistenza individuale, passaggi al bosco, e rivoluzioni prossime venture è meglio che spenga Netflix.
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Post #1155 214
#italia #europa #russiaVSucraina #geopolitica

Ho visto questo video di Vannacci su Instagram, in cui spiega che l'esplosione dei prezzi del carburante non dipende dal prezzo del petrolio ma, tra le varie cause, dal protrarsi della guerra in Ucraina e la contrazione dell'export di carburante russo. Soluzione? Smettere di sostenere l'Ucraina.

Tutto giusto, applausi. Poi però mi viene un leggero senso di deja vu, e dai meandri della memoria riaffiorano antichi ricordi. Uno di questi è la Giorgiona, prima di finire al governo, che dal pulpito elogia Putin e i valori su cui ha costruito la Russia.

Avete già capito dove voglio andare a parare. E per evitare di vincere ancora una volta il premio "Ci sei cascato di nuovo"🏅🏆, miei cari amici sovranisti di destra, occorre fare una riflessione: come mai gli autori di tutti questi bei discorsi nel 99% dei casi diventano turboeuropeisti e turboatlantisti appena arrivano al governo? La risposta banale è "tutti venduti". Ma non è necessariamente solo questo. Principalmente una volta al governo ci si rende conto che il sistema è irriformabile, e che dunque per conservare la poltrona diventa più ragionevole lasciarsi trascinare dalla corrente piuttosto che combatterla.

L'unico sovranista di destra che non lo ha fatto, a mia memoria, è Viktor Orban. Sarà Vannacci un nuovo Orban? Ve e ce lo auguro.
Ma sarebbe il caso di iniziare a ragionare in altri termini piuttosto che aspettare l'ennesimo uomo della provvidenza.

"Ma si zio ti gggiuro questa volta è quello vero!"

Nilo Vlas
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Post #1154 255
#geopolitica #europa #russia #giappone

Rimettere in discussione i confini del 1945: chi apre il vaso di Pandora se ne pentirà


Questa settimana è successo uno scandalo diplomatico che apparentemente non merita nemmeno menzione. Vladimir Putin ha visitato le isole Curili, conquistate al Giappone al termine della Seconda Guerra Mondiale. Questa visita ha provocando una reazione spropositata del governo giapponese, subito spalleggiato dalle diplomazie europee.

Va detto a onor del vero che lo status delle isole meridionali dell’arcipelago non è mai stato definito con precisione, mancando un vero e proprio trattato di pace tra URSS e Giappone che definisse una chiara demarcazione del confine. A più riprese sia il governo sovietico che quello putiniano hanno persino ventilato l’ipotesi della restituzione di alcune isole in cambio di un trattato di pace che risolvesse qualsiasi contenzioso futuro, ma la politica estera ostile del Giappone ha sempre impedito una risoluzione del caso, che oggi, dopo il sostegno di Tokyo ai nazisti di Kiev, è stato definitivamente archiviato.

Si potrebbe dunque liquidare l’intera faccenda come l’ennesimo ringhio sdentato di un regime nostalgico del Giappone imperiale, come lo èquello della premier Sanae Takaichi, capace di fare la voce grossa con tutti i nemici storici salvo poi mettersi a novanta con l’unico che ha sganciato sul Sol Levante due bombe atomiche.

La questione è però più profonda. Il trend per rimettere in discussione l’ordine territoriale del secondo dopoguerra è in corso da anni e sta guadagnando forza, specie contro la Russia. Il motivo è chiaro: più la Russia appare impantanata in Ucraina e incapace di giungere a una conclusione risolutiva del conflitto, più gli appetiti di tutti gli offesi aumentano. Così non solo la Finlandia (con la Karelia) o la Polonia (che dal 2023 nei suoi documenti ufficiali chiama Kaliningrad con il nome storico polacco Królewiec, una chiara rivendicazione territoriale), ma anche coloro che erano vassalli russi fino all’altroieri, come il Kazakistan, iniziano ad insinuare delle rivendicazioni territoriali.

Ciò di cui i governi occidentali e chi li segue non si rendono conto è che mettendo in discussione i risultati territoriali della II GM per un paese, in questo caso la Russia, automaticamente li si mette in discussione anche per tutti gli altri. E basta una piccola turbolenza internazionale per trasformare scenari di fantapolitica in pericoli concreti.
Sarebbe inoltre ingenuo credere che il riarmo europeo sarà unicamente indirizzato contro la Russia. Il vento della storia può cambiare direzione repentinamente e le armi che sono state preparate per il nuovo Drang nach Osten potrebbero tornare utili a risolvere problemi interni all’Europa stessa, anche perché i vecchi contenziosi non mancano. A stare in campana dovrebbero essere soprattutto quei paesi che hanno beneficiato della vittoria sovietica nel 1945 e che adesso ci sputano sopra: grazie ai russi la Romania ha ricevuto indietro la Transilvania dall’Ungheria, mentre la Polonia ha ricevuto ingenti territori tedeschi, acquisizioni territoriali che peraltro non erano sempre giustificate sul piano etnico. Ma i focolai di potenziale disputa territoriale sono molti di più e non solo in Europa dell’est.

Se i governi europei non fossero guidati da macchiette di infimo livello intellettuale ancora più infima cultura storica, ci penserebbero due volte prima di scoperchiare il vaso di Pandora.

Nilo Vlas
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Post #1153 354
#russiaVSucraina #geopolitica

Riflessioni dalla Russia

Ieri notte mi hanno svegliato alcune esplosioni e il rumore tipico della contraerea. Mi trovo a San Pietroburgo.
La mattina passando in bus, a pochi chilometri da casa vedo enormi colonne di fumo. Non pubblico le foto perché in Russia è vietato e punibile per legge, ma chi vuole ne trova in abbondanza su internet.
Apprendo dalla radio che è stato colpito l’ennesimo magazzino di Wildberries, l’omologo russo di Amazon. Dalle dimensioni dell’incendio deduco che anche in questo caso è bruciato tutto. Di questo passo la compagnia fallirà entro fine anno.
Il dato importante è che non si tratta di una nottata eccezionale, ma di qualcosa che per buona parte della Russia europea è diventata routine.

Non scrivo questo post come un piagnisteo e di certo non mi metto a puntare il dito sull’Ucraina e i suoi crimini di guerra. Quello che sta succedendo è il legittimo risultato di una guerra che andava conclusa in ben altri tempi, con ben altri mezzi e con tutt’altro livello di energia e decisione politica. L’establishment politico russo non ha voluto/potuto vincere questa guerra come lo richiedeva l’esigenza militare e la necessità storica di questo frangente, e adesso la Russia stessa si ritrova in una posizione geostrategica peggiore rispetto a quella in cui versava prima di intraprenderla.

Il Donbass non è ancora stato liberato, e di certo non si può parlare di denazificazione o tantomeno demilitarizzazione dell’Ucraina, obbiettivi dichiarati da Putin nel lontano febbraio ’22. Anzi, ora è la Russia stessa ad essere sempre più campo di battaglia e gli obbiettivi di sicurezza geostrategica che si poneva il Cremlino si stanno allontanando invece che avvicinando. Nel 2022 era ad esempio impensabile che l’Ucraina potesse bombardare Kursk o Belgorod, figurarsi San Pietroburgo.
Come diceva Clausewitz, se non viene sconfitto rapidamente e definitivamente, anche il più stupido dei nemici trova i modi, i mezzi e le energie per adattarsi al campo di battaglia e reagire. E l’Ucraina, tantomeno i suoi curatori esteri, non è mai stata un nemico stupido. Una guerra che dura più di quattro anni di certo non può essere un pestaggio unilaterale, come invece hanno a lungo cercato di descriverlo certi ESPERTI della controinformazione italiana.

Ma il nocciolo del problema non è nemmeno questo. È che in questa carneficina che dura ormai più della guerra tra Germania e URSS, il Cremlino non sembra più avere una chiara visione degli obbiettivi, né tantomeno della strategia per raggiungerli.
Dopo quattro anni di autoconvincimento che l’Ucraina collasserà da sola, o per mancanza di soldi o per mancanza di uomini, forse è il momento di smetterla di prenderci in giro da soli e di “trastare il piano”. Perché evidentemente di piano non ce n’è più alcuno.

Il bivio di fronte a cui si trova la Russia e dove continua a rimanere impalata da qualche anno in preda all’indecisione, è lo stesso di sempre: la mobilitazione di tutte le risorse economiche, umane, intellettuali e soprattutto spirituali per la vittoria strategica decisiva sull’Occidente, oppure il tentativo di tornare, con la coda tra le gambe e lo sguardo mogio e pentito, nel sistema-mondo occidentale, così caro alle élite svendipatria. Già quattro anni fa avevo spiegato che una parte consistente dell’élite russa preferisce la seconda variante, cosa che comporta inevitabilmente la resa militare. Ora vediamo con chiarezza i risultati del loro lavoro.

Ma finché non sarà presa una chiara decisione in un senso o nell’altro, i magazzini di Wildberries continueranno a bruciare. E io a perdere ore di sonno e quel poco di ottimismo che mi rimaneva.

Nilo Vlas
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Post #1150
Nilo Vlas - Blog pinned «#dissenso #contronarrazione #italia La morte del dissenso è colpa dell’antipolitica dei dissenzienti "Mi inserisco anche io nel dibattito sulla morte clinica della cosiddetta “area del dissenso”, visto che numerosi opinionisti che seguo ne stanno parlando…»
Post #1149 368
#dissenso #contronarrazione #italia

La morte del dissenso è colpa dell’antipolitica dei dissenzienti

"Mi inserisco anche io nel dibattito sulla morte clinica della cosiddetta “area del dissenso”, visto che numerosi opinionisti che seguo ne stanno parlando proprio adesso. Perché adesso? Perché in vista delle elezioni ripartono i soliti Hunger Games, con il loro simpatico corollario di alleanze improbabili, trasformismi ideologici, tradimenti e pugnalate alle spalle."
[...]
"Il “popolo del dissenso” appare numericamente cospicuo, cosa che crea l’illusione di opportunità elettorali. Questi numeri tuttavia non si traducono mai in risultati politici effettivi, e non per colpa della lotta fratricida tra leader del dissenso: questa è piuttosto una conseguenza, mentre la causa è il radicato sentimento antipolitico di coloro che si vuole mobilitare. Basti pensare ai numerosi astensionisti militanti che compaiono ad ogni elezione convinti di "far crollare il sistema" con la bassa affluenza alle urne. Il numero di manifestanti nei vecchi cortei No Green Pass o quello degli spettatori del fu ByoBlu sono una risorsa puramente virtuale, che nessuno è in grado di mobilitare nella pratica."

Un articolo di Nilo Vlas:

https://telegra.ph/La-morte-del-dissenso-è-colpa-dellantipolitica-dei-dissenzienti-07-08
Telegraph La morte del dissenso è colpa dell’antipolitica dei dissenzienti Mi inserisco anche io nel dibattito sulla morte clinica della cosiddetta “area del dissenso”, visto che numerosi opinionisti che seguo ne stanno parlando proprio adesso. Perché adesso? Perché in vista delle elezioni ripartono i soliti Hunger Games, con il…
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Post #1148 312
#Iran #USA #geopolitica

È da alcune settimane che volevo scrivere un'analisi sulla fine (?) del conflitto nel Golfo Persico, ma aspettavo un evento di qualche tipo che ponesse un punto definitivo nella questione, visto l'infinito tira e molla sul cessate il fuoco e l'accordo di pace.
E ho fatto bene, siccome questa notte il cessate il fuoco è saltato definitivamente, con nuovo massiccio scambio di bombardamenti, e Trump ha dichiarato che non vede più il senso nel trattare con gli iraniani.

La situazione è chiara: gli USA non hanno raggiunto nessuno degli obbiettivi prefissati per l'intervento, Israele continua a far saltare i colloqui, e l'Iran non si sente né sconfitto né indebolito al punto da accettare compromessi al ribasso. E guerra sia...
Presto vedremo a chi ha davvero giovato questa pausa diplomatica nella preparazione al secondo round.

Nilo Vlas
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Post #1147 268

Forwarded from Marx21.it

Le immagini del funerale della Guida Suprema iraniana e l'enorme folla presente hanno scosso l'opinione pubblica occidentale. Mentre il mondo osservava stupito la partecipazione popolare, Trump liquidava il tutto con cinismo: "Sono pagati per piangere". Una frase che rivela tutto il pregiudizio e l'incapacità di comprendere un popolo che, al contrario, ha mostrato patriottismo, commozione e unità.

L'Occidente continua a proiettare i propri valori in contesti che non conosce, alimentando una narrazione islamofobica che demonizza l'avversario. L'Iran viene etichettato come "teocrazia" – termine usato in modo approssimativo e ostile – senza riconoscere che il sistema iraniano ha solide basi costituzionali e riconosce una Guida spirituale in rapporto a valori comunitari condivisi.

Questa stessa islamofobia condiziona le politiche migratorie europee, alimentando sospetti e discriminazioni verso i musulmani, sovrastimandone la presenza e concentrando il dibattito su un'incompatibilità culturale che è invece una costruzione ideologica.

E mentre Mediaset ripropone "Argo" – la solita favola dei buoni americani contro i cattivi iraniani fanatici – forse è tempo di ribaltare il punto di vista e ascoltare chi, dall'altra parte, difende i propri valori senza cedere per convenienza.

🇮🇷 Un popolo non si giudica dagli stereotipi, ma dalla sua storia e dalla sua dignità.

#Iran #Islamofobia #Geopolitica #Razzismo #Informazione

https://www.marx21.it/internazionale/donne-pagate-per-piangere-revival-di-islamofobia/
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Post #1146 287
#disagio

Come trasformare un articolo contro la digitalizzazione infantile in un messaggio subliminale contro Lukashenko 👶 🍼 📲 ❔🇧🇾

Nessun riferimento alla Bielorussia né alla politica in generale. Solo dati scientifici che spiegano l'ovvio, ossia che lasciare i bambini da soli con il tablet li trasforma in piccoli degenerati inadatti alla vita.

Eppure l'immagine di copertina non c'entra niente, ritraendo un bambino in un negozio di televisori in Bielorussia, con il volto del presidente sugli schermi.
Era così difficile trovare una foto stock con un bambino fisso nel cellulare?

Chiaramente no. Ma chi ha impaginato l'articolo evidentemente voleva fare del parallelismo subliminale tra propaganda di stato - lavaggio del cervello - indottrinamento dei bambini, cose che naturalmente non c'entrano un cazzo né con la Bielorussia né tantomeno con il tema della digitalizzazione precoce.

Insomma, anche l'epidemia di handicap mentali tra le nuove generazioni è colpa di Putin/Lukashenko.

Nilo Vlas
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