La Corte di Cassazione ha confermato in via definitiva l’assoluzione del ristoratore Momi El Hawi, che durante il lockdown divenne leader del movimento “IoApro”, aprendo ai clienti il suo locale nonostante i divieti imposti dal governo.
Il ristoratore fiorentino, nel corso della seconda ondata pandemica era diventato la figura di riferimento del movimento “IoApro”, in prima linea nella protesta contro le chiusure stabilite dal governo durante il lockdown.
Nello specifico, El Hawi aveva rimosso per ben 18 volte i sigilli apposti al suo locale dalla polizia municipale di Firenze.
El Hawi era stato assolto con formula piena dal gup di Firenze, che all’interno della sentenza aveva messo nero su bianco come i provvedimenti anti-Covid tentando di diminuire la diffusione del virus, allo stesso tempo di fatto “impedivano l’esercizio di molti diritti fondamentali, compreso quello di lavorare per vivere”.
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