Paolo Sceusa ha tenuto ieri, 12 aprile 2026, al Centro Libertà un'interessantissima e partecipata conferenza sul tema dell'astensione da armi e urne.
Per volontà del relatore, accettata anche dal movimento Libertà, che predilige gli incontri in presenza, l'intervento non è stato videoregistrato.
Vi proponiamo però uno spunto che Paolo ci ha lasciato sul tema prima della conferenza, quando lo abbiamo consultato amichevolmente sui rischi di parlare di "diserzione" in Italia, in relazione al ciclo di incontri che abbiamo intenzione di lanciare sul tema del disarmo e dallo stop all'invio di armi ai paesi in guerra.
Vi invitiamo dunque a leggere l'articolo 266 del Codice Penale, e provare a indovinare in che periodo è stato scritto (spoiler: era il totalitarismo precedente a quello sanitario del 2020-2023):
https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-i/capo-i/art266.html
Chiedetevi poi perché i nostri "padri costituenti" decisero di mantenere questo articolo, nonché il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, e perché nonostante siano trascorsi quasi 100 anni nessun governo della repubblica "democratica" si sia mai preso la briga di rinnegare alla radice questo e altri articoli di chiara matrice oppressiva.
Forse sarà lo stesso motivo per cui Gaetano Azzariti (cercate da soli chi era) è stato uno dei presidenti della Corte Costituzionale, nonostante (?) i suoi trascorsi a dir poco deprecabili?
A voi la (non molto) ardua sentenza.
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