⚠️ XI “CI ASCOLTA” TRAMITE I MODERNI VEICOLI? NON ESATTAMENTE …❗️
Patrizio Ricci
🔴 Un'inchiesta di La Verità evidenzia i rischi di sicurezza nazionali legati ai veicoli intelligenti cinesi, come le auto Changan usate da militari norvegesi e gli autobus Yutong che tentano di collegarsi a server in Cina, rivelando la capacità di tracciare dati sensibili e di disattivare i mezzi da remoto. L'autore, Patrizio Ricci, però, ridimensiona il fenomeno, sottolineando che la maggior parte dei veicoli moderni occidentali adotta una simile architettura di raccolta dati tramite sensori, telecamere e connessioni cloud, esponendo gli utenti a sorveglianza di massa e vendita di dati personali. Di conseguenza, la questione non è solo geopolitica, ma sistemica: è necessaria una severa regolamentazione legislativa globale per limitare l'estrazione di dati da parte dell'intera industria automobilistica, a prescindere dal paese di origine dei produttori.
Sommario ⬆️
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⏹️ L’inchiesta pubblicata su La Verita solleva interrogativi cruciali sulla sicurezza nazionale e continentale, partendo da un episodio allarmante avvenuto a Oslo.
🔹️ Il quotidiano riporta che, a causa di una temporanea carenza di mezzi istituzionali, i militari norvegesi hanno ripiegato sull’utilizzo a noleggio di modelli d'auto intelligenti di fabbricazione del gruppo statale cinese Changan, durante una delicata esercitazione militare.
🔹️ Solo in un secondo momento il personale della difesa si è reso conto che le telecamere di bordo e i sofisticati sensori di queste vetture stavano in realtà registrando ogni movimento dei soldati.
🔹️ La gravità della situazione è emersa quando si è scoperto che i veicoli erano persino riusciti a filmare e archiviare le password e i codici digitali che i militari digitavano sui tastierini per superare i checkpoint di massima sicurezza.
🔹️ Il problema, tuttavia, non si limita al singolo caso delle automobili impiegate in via eccezionale durante le manovre militari.
🔹️ Il quotidiano descrive anche l’esito inquietante di alcuni test specifici condotti da una società di trasporti pubblici in Norvegia, la quale ha deciso di esaminare alcuni autobus elettrici prodotti dal colosso cinese Yutong confinandoli all’interno di una grotta sotterranea.
🔹️ I risultati hanno rivelato che i mezzi cercavano ripetutamente di collegarsi in automatico alle reti mobili per comunicare con i server situati in Cina.
🔹️ Il costruttore detiene infatti un accesso digitale diretto a ogni singolo veicolo, ufficialmente giustificato dalla necessità di eseguire aggiornamenti software e operazioni di diagnostica di routine.
🔹️ Questa architettura telematica, sebbene indubbiamente utile dal punto di vista ingegneristico e della manutenzione predittiva, implica che gli autobus potrebbero teoricamente essere bloccati o resi completamente inutilizzabili da remoto in qualsiasi momento.
Continua ⤵️
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