⚠️ DAWN OF YEMEN❗️
Filippo Bovo
🔴 L'operazione militare "Dawn of Yemen", intrapresa dall'Arabia Saudita contro i ribelli Ansar Allah, si rivela insostenibile e dannosa per le economie regionali, spingendo verso una riapertura delle trattative. Teheran, inizialmente osservatrice, sta emergendo come mediatore chiave per facilitare il dialogo diplomatico tra le parti.
• I recenti contatti tra i ministri degli Esteri saudita (Faisal bin Farhan) e iraniano (Abbas Araqchi) confermano la disponibilità iraniana a mediare.
• L'Iran avverte che l'escalation militare complessifica la crisi, mentre Riad valuta l'impossibilità di ottenere condizioni favorevoli senza un negoziato.
• L'autore attribuisce la spinta al conflitto a lungo continuato più agli interessi USA che a quelli sauditi, ora orientati verso la stabilizzazione diplomatica.
Sommario ⬆️
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⏹️ La cecità di un conflitto che vede, ad un aggressore che ha tutto da perdere, contrapporsi un aggredito che al contrario da perdere non ha proprio nulla, al di fuori delle sue catene.
🔸️ Pertanto, anche la non sostenibilità dell'operazione militare che ne deriva, visto che "Dawn of Yemen" sembra combattuta più sul territorio dell'aggressore che dell'aggredito, quantomeno per entità degli effetti riportati, ed ancor più loro tollerabilità.
🔸️ Le ricadute a livello internazionale, dacché l'alea derivante dalle ostilità pesa incisivamente su mercati ed economie; tutto questo fa sì che, ad un certo punto, l'idea di rilanciare la linea negoziale non appaia più tanto peregrina.
🔸️ A dir la verità, peregrina non lo era parsa mai; ma è proprio adesso, con l'operazione "Dawn of Yemen" ancora nel vivo, per quanto in visibile affanno, che nuove condizioni per un suo rilancio sembrano riaprirsi.
🔸️ Non si tratta di un fatto insolito: in fondo, quando una situazione di conflittualità può prolungarsi e radicalizzarsi eccessivamente, con ulteriori rischi per il futuro, c'è sempre qualche "terza parte" che può farsi avanti.
🔸️ Se, per giunta, questa ha pure profonde diramazioni che la collegano, per vie dirette ed indirette, ad entrambe le parti, tanto meglio.
🔸️ Nel caso dell'Iran, poteva persino apparire scontato: da Teheran, dove già erano stati in altri momenti interpellati, sin qui hanno assistito alle dinamiche del conflitto osservandone sviluppi non difficili, del resto, da prevedere.
🔸️ Hanno aspettato che l'Arabia Saudita consumasse le carte teoricamente disponibili in alternativa ad un'immediata politica negoziale, che peraltro a Riayd era gradita e caldeggiata sin dai primi giorni dell'attuale crisi con Ansar Allah, apertasi a luglio e scoppiata "irrimediabilmente" a settembre.
🔸️ Se a Riyad l'idea di un negoziato con Ansar Allah piaceva, come peraltro era piaciuta anche nel 2022, il punto risiedeva nelle condizioni che si sarebbero potute strappare stavolta.
Continua ⤵️
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