⚠️ TUTTO SARÀ LICEO, NIENTE SARÀ LICEO❗️
Martino Dettori
🔴 L'autore Martino Dettori critica la riforma che ridenominando gli istituti tecnici in "licei" svuota il termine del suo significato originale, legato all'acquisizione di conoscenze letterarie e filosofiche. L'articolo sostiene che questa mossa è un'illusione comunicativa volta a nascondere un pregiudizio sistemico del capitalismo, che privilegia le "competenze" (abilità pratiche per formare lavoratori subordinati) sulle "conoscenze" (capacità di pensiero critico). Viene denunciato il "competentismo", ovvero l'imposizione al cittadino di limitarsi al proprio ambito tecnico senza poter esprimere giudizi critici basati sulla cultura generale, creando una disuguaglianza formativa dove chi possiede conoscenze detiene il potere.
Sommario ⬆️
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⏹️ Un indubbio successo di “comunicazione” la trasformazione degli istituti tecnici in licei. Peccato però che, d’ora innanzi, tutto sarà liceo, niente sarà liceo.
🔸️ Nel momento che sarà “liceo” qualsiasi istituto secondario di secondo grado, il termine “liceo” perderà il proprio significato originario, che fa riferimento a un tipo di scuola dove si apprende il sapere letterario e filosofico, cioè la capacità di comprendere il mondo attraverso la conoscenza del pensiero umano.
🔸️ Perché chiamare “liceo” un istituto tecnico e professionale? Qual è il vero fine? Se prestassimo ascolto al Governo, è una questione di pregiudizio nei confronti di chi sceglie un istituto tecnico o professionale.
🔸️ Ma anche fosse davvero così, la riforma non avrebbe comunque senso. Chiamare un istituto tecnico “liceo” non risolve il problema del pregiudizio, esattamente come non si può essere donna solo perché ci si veste come tale.
🔸️ La logica sottesa è la stessa: non perché un istituto tecnico verrà chiamato liceo, lo sarà per davvero. Dunque il pregiudizio rimane. E allora perché? La realtà è ben chiara. Creare un’illusione che intorbidisca le acque.
🔸️ In questa newsletter ho spesso evidenziato una verità: il mondo attuale, dominato dal Capitalismo, non ama le “conoscenze”, bensì le “competenze”.
🔸️ Il sistema è stato congegnato perché la gente pensi di meno e muova le mani di più, e muovendo le mani di più pensi di meno. Ovviamente, per “gente” intendo la massa. Questa deve avere accesso il meno possibile alle conoscenze, cioè all’arte del pensare.
🔸️ Pensare, rende le menti critiche, permette loro di comprendere cosa accade intorno a loro, permette di scovare gli abusi e le ingiustizie. Ecco perché, da tempo, nel mondo dell’istruzione è stato introdotto un linguaggio aziendalistico (crediti formativi, competenze, ecc.).
🔸️ Ecco perché le varie riforme hanno reso le scuole delle vere e proprie “aziende”, volte a formare subordinati passivi, cioè persone che devono imparare ad accettare che il mondo è dominato dal Capitale, che il profitto è un fatto naturale e che l’autorità e le sue verità non devono mai essere messe in discussione.
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Riassunto punti salienti
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