Porta entrambi i piedi a contatto con il pavimento.
Se chiudere gli occhi ti fa sentire al sicuro, puoi farlo. Altrimenti guarda un punto stabile davanti a te.
Inspira lentamente…
Ed espira senza forzare.
Ancora una volta.
Inspira…
Ed espira…
Porta una mano sul cuore e una sul ventre.
Dì interiormente:
«In questo momento sono qui.
Riconosco ciò che sento.
Non devo negarlo e non devo scaricarlo su qualcun altro.»
[Pausa]
Immagina davanti a te una grande stanza circolare.
Al centro esiste uno spazio vuoto: è lo spazio della verità.
Deposita simbolicamente in questo spazio la tensione che senti.
Potrebbe apparire come una pietra, una nube, un nodo, un peso o un colore.
Non devi combatterla.
Osservala e dille:
«Ti vedo.
Ascolto ciò che vuoi segnalarmi.
Ma non ti permetto di guidare le mie azioni.»
[Pausa]
Domandati:
«Che cosa è stato tolto, negato o trattenuto?»
Forse dignità.
Sicurezza.
Amore.
Ascolto.
Denaro.
Energia.
Libertà.
Spazio.
Posizionamento.
Oppure il diritto di esistere senza paura.
Dì:
«Riconosco ciò che mi è mancato.
Il mio dolore merita ascolto.
Ma nessun dolore mi autorizza a distruggere un altro essere vivente.»
[Pausa]
Ora davanti a te compaiono cinque luci.
Rappresentano i cinque pilastri della tua vita.
La prima luce è l’Anima.
Domandati:
«Da zero a dieci, quanto sento vivi oggi i miei valori, il significato della mia vita e la connessione con me stessa?»
Lascia emergere un numero.
Non correggerlo.
La seconda luce è la Mente.
Domandati:
«Da zero a dieci, quanta lucidità, comprensione e libertà di pensiero possiedo oggi?»
Lascia emergere un numero.
La terza luce è il Corpo.
Domandati:
«Da zero a dieci, quanta sicurezza, energia e capacità di regolazione percepisco nel mio corpo?»
Lascia emergere un numero.
La quarta luce rappresenta le Finanze.
Domandati:
«Da zero a dieci, quante risorse concrete possiedo per proteggermi, curarmi e scegliere liberamente?»
Lascia emergere un numero.
La quinta luce rappresenta il Posizionamento.
Domandati:
«Da zero a dieci, quanto mi sento vista, ascoltata, rispettata e capace di occupare il mio posto nel mondo?»
Lascia emergere un numero.
[Pausa]
Osserva i cinque voti senza colpevolizzarti.
Da zero a quattro indica una zona critica che richiede protezione e sostegno.
Cinque e sei indicano briciole e forte vulnerabilità.
Sette indica sopravvivenza e stabilità ancora fragile.
Otto, nove e dieci indicano crescita, possibilità e abbondanza.
Dì:
«Il mio voto non definisce il mio valore.
Mi mostra soltanto dove ho bisogno di sostegno, risorse e protezione.»
[Pausa]
Ora osserva quali pilastri sono stati maggiormente consumati dalle relazioni o dall’ambiente.
Domandati:
«Dove ho continuato a dare senza ricevere presenza, responsabilità, risorse o cambiamento concreto?»
Poi chiediti:
«Dove, invece, ho ricevuto senza restituire ciò che potevo?»
Non cercare un colpevole.
Cerca il punto in cui lo scambio ha perso equilibrio.
Dì:
«Non prendo ciò che non è mio.
Non trattengo ciò che devo restituire.
Non consegno agli altri ciò che devo proteggere.»
[Pausa]
Adesso immagina dietro di te una rete.
In questa rete esistono la persona, la famiglia, le persone vicine, la comunità, i professionisti, la scuola, le istituzioni e lo Stato.
Per ogni parte domanda:
«Da zero a dieci, quanta responsabilità può realmente assumersi in questa situazione?»
Osserva il primo numero: la responsabilità della persona direttamente coinvolta.
Se possiede informazioni, energie e capacità sufficienti, la sua responsabilità può essere alta.
Se è traumatizzata, priva di strumenti o gravemente fragile, la sua capacità può essere ridotta, ma non necessariamente annullata.
Ora valuta la famiglia.
Da zero a dieci, quanto può ascoltare, proteggere e accompagnare?
Valuta le persone vicine e la comunità.
Da zero a dieci, quanto possono vedere, non umiliare, segnalare il pericolo e indicare una strada?
Valuta i professionisti.
Da zero a dieci, quanto devono intervenire con competenza, strumenti e confini?
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