È in corso proprio ora una battaglia per la nostra stessa umanità. È una battaglia antica. La definiamo come una battaglia tra il bene e il male, oppure tra la luce e l’oscurità. In definitiva, luce e oscurità sono semplicemente energie, finché non attribuiamo loro il significato che scegliamo di dare.
C’è qualcosa di profondo dentro ognuno di noi, qualcosa di così potente, prezioso, sacro e meraviglioso, che le nazioni arriverebbero a fare la guerra le une contro le altre pur di mantenerci distratti.
È il potere della divinità umana, possibile soltanto attraverso il corpo biologico: il potere che abbiamo dentro di noi di trascendere i limiti che percepiamo.
Esiste un movimento, quello transumanista, che mira a sostituire i nostri corpi con componenti sintetiche, sostanze chimiche nel sangue, sensori sotto la pelle, chip nel cervello e intelligenza artificiale.
E, nel momento in cui facciamo questo, ci viene sottratta la possibilità di accedere alla nostra divinità.
Quindi, ciò che vediamo accadere oggi nel mondo, che si guardi all’Ucraina e alla Russia, al ruolo dell’America, oppure al Medio Oriente, a Israele e ai palestinesi, e a tutto ciò che sta accadendo intorno a queste situazioni, accade perché la battaglia per la nostra divinità si è intensificata a tal punto che sono necessari eventi di questa portata per impedirci di rivolgere l’attenzione verso noi stessi.
Non sto dicendo che tutti, ogni politico o ogni leader di ogni nazione, ne siano certamente consapevoli. Molti di loro sono pedine. Non si rendono nemmeno conto di essere pedine in questa antica battaglia tra il bene e il male, tra la luce e l’oscurità.
Gregg Braden
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