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⁣❇️Arco di Prato, il monumento simbolo di Lecce che lasciò indifferente Re Ferdinando

Lecce non ha bisogno di biglietti da visita, ogni strada è piena di cartoline che incantano i turisti in vacanza nel Salento, tra facciate color miele, cortili nascosti e dettagli scolpiti nella pietra leccese. Chi arriva in città dedica sempre una giornata alla scoperta del barocco, delle Chiese, dei palazzi che si affacciano nel centro storico, dei monumenti che raccontano storia e tradizione. C’è però un posto che vale la pena di visitare, un luogo che custodisce una delle storie più curiose: l’Arco di Prato, un angolo “intoccabile” per i leccesi. Un gioiello del Cinquecento capace di racchiudere in pochi metri secoli di storia, nobiltà, battaglie e ironia tutta leccese.

📣 Si narra che nel 1797 il Re Ferdinando IV di Borbone, giunto a Lecce per partecipare alle nozze del principe ereditario Francesco con Maria Clementina d’Asburgo, durante un tour alla scoperta della città, fu accompagnato dall’allora sindaco Oronzo Giosuè Mansi davanti al monumento del cinquecento indicato come esempio di bellezza architettonica. Il primo cittadino, con il giusto orgoglio di chi vuole mostrare al proprio ospite una delle bellezze della città, avrebbe indicato il monumento dicendo: «Maestà, questo è l’Arco di Prato». La risposta del sovrano, secondo la tradizione tramandata a Lecce, fu tutt’altro che regale: con il suo marcato accento napoletano avrebbe liquidato il monumento con un colorito “E io me ne fotto".

📣C’è anche un’altra leggenda legata a questo luogo, testimone silenzioso del passaggio dei romani, dei normanni e degli aragonesi e diventato uno dei più visitati dagli “stranieri” venuti a conoscenza della sua affascinante storia.
Si dice che Leonardo Prato era riuscito ad ottenere una speciale “concessione” dal sovrano Carlo V: chiunque riusciva a passare sotto l’Arco di Prato conquistava l’immunità: non poteva essere arrestato. Una sorta di rifugio inviolabile nel cuore della città, che avrebbe trasformato questo elegante ingresso in una vera e propria “zona franca” ante litteram.

📣L’arco, sostenuto da pilastri quadrangolari, sorregge una piccola loggia su cui è visibile il più antico stemma della città. La profonda arcata è affiancata sul prospetto principale da due slanciate paraste e, in tono celebrativo, presenta scolpiti sui pennacchi gli stemmi dell’illustre famiglia Prato, attualmente poco leggibili. Altri elementi decorativi sono costituiti da un’elegante voluta inserita al centro dell’Arco e, nella parte superiore, da una balaustra in cui cinque balaustrini sagomati si alternano ritmicamente a piccoli pilastrini a sezione quadrata.

💠L'Arco non chiede al visitatore di fermarsi. Lo invita a farlo. Perché non è soltanto pietra. È storia, leggenda, ironia e memoria popolare. È uno di quei luoghi in cui Lecce sembra raccontarsi senza prendersi troppo sul serio.

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