🌌Le lacrime di San Lorenzo
Quest’anno l’attività delle perseidi, più note come “Lacrime di San Lorenzo” è previsto nelle notti tra il 11, 12 e 13 agosto. Le Perseidi, queste scie luminose, sono chiamate così perché sembrano irradiate dalla costellazione di Perseo.
❇️Chi era San Lorenzo e qual è il legame con la pioggia di stelle cadenti?
Nato in Spagna a Osca (Huesca) nella prima metà del III secolo, quando venne a Roma, centro della cristianità, Lorenzo si distinse per la sua pietà, carità verso i poveri e l’integrità di costumi. Grazie alle sue doti, Papa Sisto II lo nominò Diacono della Chiesa dandogli il compito di sovrintendere l’amministrazione dei beni, accettare le offerte e custodirle, provvedere ai bisognosi, agli orfani e alle vedove. Il 6 agosto del 258 Lorenzo fu catturato nelle catacombe di San Callisto dai soldati dell’Imperatore Valeriano insieme a Papa Sisto II ed altri diaconi. Il Pontefice e gli altri diaconi subirono subito il martirio, mentre Lorenzo venne risparmiato dall’Imperatore Valeriano perché voleva farsi consegnare i tesori della chiesa. Si narra che Lorenzo abbia portato davanti all’Imperatore alcuni poveri e ammalati, esclamando: “Ecco i tesori della chiesa”.
In seguito Lorenzo fu imprigionato dal centurione Ippolito, in un sotterraneo del suo palazzo, dove si trovava rinchiuso anche un certo Lucillo, cieco. Lorenzo confortò il compagno di prigionia, lo catechizzò alla dottrina di Cristo e lo battezzò. Dopo il Battesimo, Lucillo riebbe la vista. Il centurione Ippolito venne a sapere del miracolo e colpito dalla serenità e mansuetudine dei prigionieri, illuminato dalla grazia di Dio si fece cristiano, ricevendo il battesimo da Lorenzo. In seguito Ippolito, riconosciuto cristiano, fu legato alla coda di cavalli e fatto trascinare per sassi e rovi fino alla morte. Mentre Lorenzo venne arso vivo sulla graticola, in un luogo poco lontano dalla prigione. Il suo corpo venne portato al Campo Verano, nelle catacombe di Santa Ciriaca. Il Martirio di San Lorenzo è datato il 10 agosto del 258 d.C.
🌌Questa notte è dedicata al martirio di San Lorenzo, le "stelle cadenti" rappresentano le lacrime versate dal Santo durante il suo supplizio, lacrime che vagherebbero eternamente nei cieli e scenderebbero sulla terra solo in questo giorno; oppure, i carboni ardenti su cui il Santo, secondo la leggenda, fu martirizzato (su una graticola, il suo emblema).
In ogni caso, la tradizione di questa notte ha creato un’atmosfera ricca di speranza: si crede infatti che si possano avverare i desideri di tutti coloro che si soffermino a ricordare il dolore di san Lorenzo, e il rituale più diffuso prevede che a ogni stella cadente si esprima un desiderio.
🌌Notte di San Lorenzo nella Romagna antica
In Romagna, nell’antichità nel giorno di San Lorenzo ci si doveva immergere per sette volte in mare, per purificarsi e per propiziare fortuna e felicità. In questa giornata, sulla riviera romagnola, infatti, c’era un grande afflusso di bagnanti, provenienti dalle campagne, speranzosi di vedere le loro malattie guarite dal mare e di propiziarsi un anno più fortunato. La leggenda, in chiave cristiana giustifica questa usanza quando Cervia fu colpita da febbre malarica e in quel periodo apparve San Lorenzo. Si dice, infatti, che il Santo, il 10 agosto, apparve ad una ragazza malata, mostrandole la via della guarigione nelle acque saline, che avrebbero regalato ai bagnanti i sette doni dello Spirito Santo: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timore di Dio. Così, ogni anno, i paesani della Romagna iniziarono a immergersi sette volte in mare il giorno di San Lorenzo.
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