💠CULTURA SALENTINA
La Vergine dall’occhio nero.
La Madonna della Grazia di Galatone
Icona miracolosa della Madonna della Grazia (fine sec. XIV – inizi sec. XV), custodita e venerata presso l’omonimo Santuario di Galatone, celebre per la macchia di sangue che ne vela l’occhio destro. Circa l’evento, gli unici dati “certi” si evincono dal racconto romanzato del fatto, che in città si tramanda di generazione in generazione.
📝 "Una notte, un certo Antonio Ciuccoli trovò rifugio nella cappellina della Madonna, situata a poche centinaia di metri dall’attuale santuario. Aveva perso un’ingente somma di denaro e l’umore non era certo dei migliori. Quella sera, complice qualche bicchiere di troppo, a pagare le spese, fu l’immagine della Vergine. La lampada votiva, che ardeva giorno e notte dinanzi alla Madonna, non si spegneva, nonostante i rabbiosi tentativi dell’uomo che cercava di prendere sonno. Esasperato, Antonio Ciuccoli perse la pazienza. Così, tra una bestemmia e l’altra, lanciò una pietra contro la sacra immagine, colpendo la Madonna in pieno volto, all’altezza dell’orbita destra. Immediatamente, intorno all’occhio oltraggiato comparve una evidente lividura, tuttora visibile, che (con l’accezione medica moderna) si direbbe un ematoma. Confuso e spaventato, il Ciuccoli fuggì via dal luogo del misfatto e per lungo tempo vi si tenne alla larga. Intanto, la gente che frequentava la cappellina si era accorta della strana macchia sull’occhio, ma non sapeva darsene una spiegazione. A distanza di diverso tempo, Antonio Ciuccoli capitò di nuovo nei pressi della sacra edicola. Era buio e, mentre si stava allontanando dalla cappella, inciampò nel cadavere di un uomo, assassinato da chissà chi pochi istanti prima. Senza quasi rendersene conto, si ritrovò ammanettato e condotto alle carceri cittadine. A nulla valsero le giustificazioni e l’autodifesa dell’uomo che, dopo un processo sommario, fu condotto in breve tempo al patibolo. Il giorno fissato per l’esecuzione, il confessore si accostò al condannato per le ultime raccomandazioni e l’assoluzione in articulo mortis. In quel momento il Ciuccoli, gridando a gran voce, informò gli spettatori di non essere colpevole dell’omicidio di cui era stato ingiustamente accusato. Al contrario, si assunse la responsabilità di un crimine, a suo dire ancor più grave, dichiarandosi pubblicamente come il sacrilego autore dell’oltraggio all’immagine della Madonna della Grazia. Il popolo, muto fino a quel momento, si sciolse in un unico rabbioso grido: “Alla forca!”. E il boia portò a termine il suo lavoro."
❇️Dal sec. XVI ad oggi, il santuario della Grazia, ultimato nel 1597 per essere lo scrigno della sacra icona, è rimasto un luogo dello spirito tra i più illustri del Salento. Lì, nella sua casa, Maria di Nazareth continua ad accogliere, proteggere, consolare… come solo una mamma sa fare.
📝Posted by Francesco Danieli
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