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Post #24214
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Quando scoppiò il caso, la Procura di Tivoli ne chiese l’arresto ipotizzando una <strong>maxi truffa da 600 mila euro ai danni delle casse pubbliche</strong>.Ma già all’epoca <strong>il giudice negò le manette</strong> non condividendo la ricostruzione degli inquirenti.Oggi pomeriggio, lunedì 22 gennaio, dopo <strong>quattro anni di indagini</strong> e <strong>dieci di processo</strong>, si è concluso il primo grado di un procedimento penale che rimarrà nella storia del Comune di Guidonia Montecelio con <strong>13 imputati</strong> accusati a vario titolo di <strong>peculato</strong>, <strong>truffa</strong>, <strong>falso</strong> e <strong>associazione per delinquere</strong>.<strong>Il Tribunale di Tivoli ha infatti assolto per non aver commesso il fatto dall’accusa di peculato gli ex dirigenti comunali Umberto Ferrucci, 70 anni, e Gilberto Pucci, di 59, entrambi di Guidonia</strong>.Il Collegio presieduto da <strong>Nicola Di Grazia</strong> – a latere i giudici <strong>Camilla Amedoro</strong> e <strong>Giovanni Petroni</strong> – ha respinto la richiesta di condanna avanzata dalla Procura di Tivoli, assolvendo i due ex dirigenti Ferrucci e Pucci e derubricando il reato di concorso in peculato in quello di <strong>truffa aggravata</strong> contestato al 55enne ex dipendente comunale <strong>Michele M.</strong> di Villalba e al 54enne imprenditore di Subiaco <strong>Livio I.</strong> nei confronti dei quali è stata tuttavia dichiarata l’estinzione dei reati per <strong>prescrizione</strong>.Allo stesso modo oggi sono stati dichiarati <strong>prescritti i reati contestati ad altri nove imputati</strong>, tra cui l’ex Segretario Generale <strong>Rosa Mariani</strong>, l’ex funzionaria comunale <strong>Paola C.</strong> e gli imprenditori <strong>Anna Maria M.</strong>, <strong>Marco F.</strong>, <strong>Livia D. A.</strong>, <strong>Manuel D. V.</strong>, <strong>Vincenzo C.</strong>, <strong>Lorenzo C.</strong> e <strong>Mauro B.</strong>Le indagini iniziarono dopo un esposto firmato dalla ex assessora del Comune di Guidonia Montecelio <strong>Patrizia Salfa</strong>.Era il 2009, all’epoca a governare Guidonia Montecelio era l’amministrazione del <strong>sindaco Eligio Rubeis</strong>, mentre a dirigere la Procura di Tivoli era <strong>Luigi De Ficchy</strong>, il super-magistrato che più recentemente indagò sul collega magistrato Luca Palamara e che 40 anni fa istruì il processo alla cosiddetta “Banda della Magliana”.De Ficchy delegò ai <strong>carabinieri del Nucleo investigativo di via In Selci</strong> le indagini chiuse nel 2013 con una <strong>richiesta di custodia cautelare in carcere</strong> almeno per Umberto Ferrucci, dirigente all’Urbanistica, Gilberto Pucci, dirigente alle Finanze, e Michele M., considerati dagli inquirenti a capo di una <strong>“cricca”</strong> capace <strong>tra il 2007 e il 2010</strong> di emettere sistematicamente <strong>determine, mandati di pagamento e fatture false per forniture fantasma</strong>.I militari e i magistrati si erano convinti che il Comune pagava ma i beni richiesti non arrivavano: materiale di cancelleria, risme di carta, penne, pennarelli, computer, mobili per ufficio e le famose poltrone Zen.Il 29 ottobre 2013 Ferrucci, Pucci e l’impiegato comunale furono interrogati dall’allora <strong>Giudice per le Indagini Preliminari Alberto Michele Cisterna</strong> che in un’ordinanza emessa a gennaio 2014<strong> negò le misure cautelari richieste da De Ficchy</strong>, escludendo il reato di peculato.A quel punto, i 13 si ritrovarono sul banco degli imputati in un processo “lumaca” da guinness dei primati.Ben <strong>61 i capi di imputazione</strong>, 59 dei quali si sono dissolti col passare degli anni fatta eccezione per i capi numero 28 e 37.Nel primo caso Gilberto Pucci, difeso dagli <strong>avvocati Alfredo e Gabriele Scaccia</strong>, Umberto Ferrucci, difeso dall’<strong>avvocato Vittorio Messa</strong>, e Michele M., difeso dall’<strong>avvocato Stefano Saccucci</strong>, erano accusati di <strong>peculato</strong>…