Per anni l’incentivo del 30 per cento è stato una specie di cintura di sicurezza per chi decideva di investire in #startup. Non faceva vincere la gara, ma aiutava a non farsi troppo male quando il rischio era alto. Dal 1° gennaio 2026 quella cintura non c’è più, e il punto non è solo fiscale. Quando le regole cambiano all’improvviso, chi deve mettere capitale tende a rallentare, aspettare, guardare altrove.
Lavorando da sempre con startup e investitori vedo una dinamica molto semplice. Le idee non si fermano, si fermano le decisioni. I round slittano, le firme restano in sospeso, e il tempo perso raramente torna indietro. Ed è un paradosso, perché proprio mentre l’ecosistema stava diventando più maturo, la fiducia è tornata fragile.
Ho provato a raccontare tutto questo in un articolo pubblicato su Il Sole 24 ORE, senza slogan e senza lamentele, ma spiegando il mio punto di vista di chi questo tema lo studia e lo vive da anni. Perché togliere una leva senza costruire un ponte non rallenta solo gli investimenti, ma rischia di rallentare un pezzo di futuro.
Qui però il punto è politico. Un Paese che dice di credere nell’innovazione non può permettersi regole a interruttore. O rendiamo questi strumenti stabili, leggibili e difendibili, oppure continueremo a parlare di startup solo quando c’è un problema, lasciando che capitale, competenze e ambizione si spostino dove la traiettoria è più chiara.
https://www.econopoly.ilsole24ore.com/2026/02/09/cosa-provoca-davvero-la-sospensione-degli-incentivi-alle-startup-innovative/
Mi farebbe davvero piacere leggere un vostro parere, sia sull’articolo sia sul tema in generale. Se vi va, un commento sotto al post aiuterebbe ad aprire un confronto che considero importante.
Ci tengo molto al vostro punto di vista.
Grazie davvero.
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