Le analisi di oggi , fiorite dopo il successo di afd nella Sassonia Anhalt sono analisi che abbiamo letto per anni e anni , soprattutto in quest'ultimo quindicennio.
Non vi sarebbe alcuna novità significativa non fosse che , da un punto di vista internazionale , siamo passati a fasi di scontro più articolate e intense.
Ma l' impostazione principale della critica alla sinistra è rimasta invariata.
Una critica sacrosanta , anzi necessaria e fondamentale per poter iniziare a muovere passi concreti , almeno nella teoria.
In queste situazioni il populismo di sinistra dà il meglio di sé , proprio perché nasce da questa critica nei suoi "gangli fondamentali".
Sentendosi garante unico di questa critica , il tono del "Ve lo avevo detto" , riecheggia nascostamente trionfante in tutte le pagine e soggetti che a vario titolo possono dirsi coerentemente inseriti in questa categoria.
Ma esattamente come la sinistra che critica , il populismo di sinistra riesce ad essere vanesio ed incoerente (e perciò innocuo per lo stato delle cose presenti) anche quando ha ragione.
Anni ad analizzare la caduta fissa della sinistra di regime , anni ad evidenziare la necessità di ritornare alle questioni economiche , alle classi lavoratrici , anni a ricordare , giustamente , di dover essere contro l' unione europea senza se e senza ma per poi , quando si arriva alla pratica politica , cedere de facto su questi snodi fondamentali , guardare adoranti il M5S convinti che questo , solo perché critico (ora ,che la guerra è persa , per dio!) sulla questione Ucraina possa cambiare i rapporti di forza in questo paese oppure fondare nuovi soggetti che non si capisce esattamente COME vogliano fare le cose.
Anni nei quali , invece di avvicinarsi , anche solo per capire la condizione e le lotte del sindacalismo di base , si è preferito fare simposi su simposi su quasi tutto lo scibile della politica alta , denigrando quasi con disprezzo le condizioni sindacali generali della storia dell' ultimo mezzo secolo e quelle particolari dell' Italia dell' ultimo quadriennio, con una voglia matta di buttare via il bambino (la sinistra e il mondo del lavoro) con l' acqua sporca (la critica alla cultura borghese liberal).
Anni che si ripercuotono anche nelle analisi , dove la classe o non viene considerata oppure viene considerata come un unicum , che semplicemente nella realtà e nei suoi principi di movimento , non esiste.
Anni nei quali , a fronte di migliaia di pubblicazioni sacrosante contro l' unione europea per spiegarne la natura classista ed aggressiva , ci si ritrova con persone anche parzialmente preparate da un punto di vista culturale ma che non sanno da che parte girarsi quando si affondano per davvero le mani nella "merda dell' economia" e nel pantano della politica di un paese a capitalismo maturo.
Anni a non capire che la critica all' UE e all' ucraina , le riflessioni sui brics e la Cina , tutte le questioni di politica internazionale snocciolate con dovizia in questo periodo di tempo SENZA OPERAI CHE LOTTANO , SENZA GLI ULTIMI , NON HANNO GAMBE PER POTER MUOVERSI NELLA REALTÀ.
Ogni volta che leggo queste disamine che ripetono a pappagallo intuizioni giustissime , incasellate da centinaia e a volte migliaia di like ma che cadono nel vecchio vizio di non riuscire a fare un minimo di autocritica dopo più di un decennio passato a fare la critica della critica sui libri senza tradurla mai coerentemente nella realtà , mi fanno capire l' entità dell' impotenza che abbraccia tutti questi soggetti.
Ed è un peccato , perché se almeno la parte migliore di quell' intellettualità , quella che ancora ad esempio non crede che esista una destra spendibile nella lotta contro l' oligarchia , tornasse organica ai sindacati combattivi e ad uno in particolare , una chance per non finire nel baratro di una guerra che sarà portata dal teatrino storico di forze di destra come afd , ci sarebbe eccome...
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