IL PARTITO COMUNISTA LIBANESE RESPINGE L'ACCORDO TRA IL GOVERNO E L'ENTITÀ SIONISTA
Nei giorni scorsi Israele, Libano e Stati Uniti hanno firmato un "accordo trilaterale" che di fatto sancisce una resa all'entità sionista. Mentre Israele non prende nessun impegno concreto ad interrompere le ostilità e afferma che continuerà ad occupare i territori nel Libano meridionale, il governo libanese dovrebbe impegnarsi nel disarmare Hezbollah e la Resistenza.
Nel silenzio dei nostri media migliaia di libanesi si sono mobilitati nelle piazze contro questo vergognoso tradimento e si sta delineando un vasto schieramento politico che respinge la capitolazione del governo libanese. Oltre ai partiti sciiti Hezbollah e Amal anche il Partito Socialista Progressista del druso Walid Jumblatt, i sunniti del Gruppo Islamico, si sono espressi nettamente contro l'accordo. Anche i cristiano-sociali del Movimento Patriottico Libero, hanno manifestato perplessità e critiche.
Tra le voci più autorevoli e ferme nel condannare la resa del governo libanese segnaliamo quella del Segretario Generale del Partito Comunista Libanese, Hanna Gharib che tramite la piattaforma "X" ha dichiarato tra l'altro: "Come possiamo sottometterci a un accordo di sottomissione e resa nei confronti del nemico israeliano?
Non ci può essere pace con un'entità che pratica l'apartheid e il genocidio. Uniamo i nostri sforzi per far cadere questo vergognoso accordo."
CON LA RESISTENZA, CONTRO SIONISMO E IMPERIALISMO, FINO ALLA LIBERAZIONE!
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