RESISTERE ALLA FRAMMENTAZIONE
Come la causa palestinese unisce i fronti di lotta contro l’imperialismo
L’imperialismo non opera solo attraverso la forza militare diretta. Quando il fronte avversario non si può sconfiggere frontalmente, la sua strategia diventa la disarticolazione: separare i fronti, isolare le resistenze, spezzare le connessioni politiche, militari e geografiche. È questa la logica che attraversa la fase attuale, a livello internazionale come sul piano interno.
In questi ultimi anni la lotta dei lavoratori ha aperto uno dei fronti più avanzati nella battaglia contro l’imperialismo sul territorio italiano, quello in cui la solidarietà con la resistenza palestinese si è tradotta in azione concreta.
Il punto strategico è questo: la logistica è l’arteria dell’intera economia di guerra. Colpirla, anche parzialmente, produce effetti a catena che nessuna petizione e nessun corteo può produrre. Grazie ai lavoratori portuali, degli hub e degli interporti, la logistica è diventata quindi il campo di battaglia primario contro le infrastrutture dell’imperialismo sul territorio italiano.
Leggere quindi la repressione come prova della nostra debolezza è un errore. Il sistema non spreca risorse su chi non gli costa niente. I licenziamenti, la 146/90, la pressione sulle realtà e organizzazioni sono la risposta a una mobilitazione che ha fatto male nei punti giusti, che ha trasformato la solidarietà con la Palestina da fatto morale a fatto materiale, che ha cominciato a incrinare concretamente la rete della complicità imperialista in Italia.
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Forwarded from GPI - Giovani Palestinesi d'Italia
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