Coach Marcelo Nicola è stato intervistato da Silvano Focarelli sul Gazzettino di Treviso in vista del match con l’Olimpia Milano. Segue un estratto delle parole del coach di Treviso.Come vi state avvicinando alla partita contro i campioni d’Italia?«Milano l’anno scorso ha disputato un grandissimo campionato facendo pure il “triplete”, però noi dobbiamo andare lì con coraggio, a viso aperto, a giocarci ciò che sappiamo fare. Quindi rispettosi di Milano ma anche belli sfacciati, con coraggio. Di certo bisognerà pareggiare la loro fisicità, qui noi fatichiamo un po’, specie a rimbalzo, loro hanno stazza e peso, e collegati nelle scelte in attacco per non subire troppi contropiedi, cosa che l’Armani certamente cercherà di fare. Ma credo sia sempre meglio pensare a noi ed alla nostra crescita».Come vi aspettate di trovare Milano dopo le ultime sconfitte?«Di sicuro belli incazzati. Prima perdi alla sirena con una neopromossa senza aver decisamente mai guidato il match, poi col Maccabi sono stati sempre sotto crollando nel finale. Quindi posso immaginare che Poeta non sia così felice, ci sarà stato un chiarimento fra lui e la squadra, che avrà tanta voglia di rifarsi davanti al loro pubblico evitando la quarta sconfitta».Treviso sta giocando con leggerezza e divertimento: quanto conta questo aspetto?«Vorrei distinguere: è vero che in campo ci divertiamo, i ragazzi stanno bene ed il gruppo è compatto, ma questo non vuol dire che la pressione non ci sia. I tifosi vogliono che vinciamo no? Per cui la pressione c’è per tutti, tuttavia bisogna fare in modo di trasformarla in energia. Ed allora testa leggera e cuore caldo, pronti a combattere».Come si gestisce l’entusiasmo dopo un avvio positivo?«Martedì in palestra la prima cosa che ho detto è stata: profilo basso, abbiamo tanto da lavorare e migliorare, come del resto altre squadre. E pensiamo che ogni giorno dobbiamo farci un mazzo così per crescere ed essere più solidi, specie a rimbalzo, per poi avere più fiducia in attacco. I presupposti sono buoni, bisogna consolidarli».Quanto conta avere diversi punti di riferimento in campo?«Certamente. Sapere che in certi momenti possono uscire le qualità di alcuni giocatori è un vantaggio. Ovvio che ci sia bisogno di tutti, ma qualcuno non premiato dalle statistiche sta ugualmente facendo un grandissimo lavoro (Chapman e Anigbogu, ndr). I bottini individuali vanno benissimo, intendiamoci, altri danno contributo in difesa».L'articolo Treviso, coach Nicola: “Contro Milano dobbiamo essere rispettosi ma anche belli sfacciati, serve coraggio” proviene da Sportando.
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