Il Nirvana dei bias di conferma
I social media erano nati con la promessa di connettere il mondo, e per un po’ ci sono anche riusciti. Ricordo i primi anni di Facebook, quando bastava una foto o un pensiero scritto di getto per sentire vicine persone vere, quando ogni notifica portava il nome di qualcuno che conoscevi davvero. Twitter era una piazza aperta, rumorosa ma viva, dove si discuteva di sport, arte, politica e attualità senza filtri, senza bot, senza marchette. YouTube era un archivio di creatività grezza: tutorial improvvisati, vlog imperfetti, storie raccontate da camerette che sembravano palcoscenici di libertà. Tutto appariva autentico, fragile, umano. Perfino ingenuo.
Poi qualcosa si è rotto... (continua sul Blog)
https://www.skande.com/nirvana-dei-bias-202601.html
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