RIGUARDO AUTISTICI INVENTATI
“Non siamo noi ad essere terroristi, siete voi ad essere terrorizzati.Dalla stessa Libertà che spergiurate di difendere con le vostre Costituzioni.Dal Dio che costringete ad una parodia per non doverci veramente fare i conti.Dalla Giustizia, che è ben altra cosa dei codici creati a vostra immagine e somiglianza per assecondare i vostri desideri.Noi non abbiamo fatto altro che raccontare Dio, la Libertà e la Giustizia, l’abbiamo mostrata diversa dalla vostra, e per questo ci chiamate terroristi.La vostra paura ci rincuora.Nessun onnipotente si sentirebbe minacciato dalle speranze di una minoranza, a meno che queste non possano davvero provocare un danno.Nessun ordine ineluttabile potrebbe vacillare per le parole di un gruppo di emarginati.Celebrate la vostra vittoria di carta, sbandierate la resa del nemico, godete pure della nostra esecuzione sulla pubblica piazza.Alla storia resterà il fatto che vi siete nuovamente nascosti dietro l’insicurezza di tutti, quando ad essere minacciato era ancora una volta solo il vostro privilegio.Ma noi esistiamo da sempre e continueremo ad esistere.Siamo quello che siamo sempre stati. Lo saremo fino a che voi continuerete ad essere quello che siete, a pretendere nuovi servi per continuare a sentirvi padroni.Siamo la zizzania che non puoi estirpare, il rovo che tornerà a occupare ogni spazio non appena lo crederai sconfitto.Siamo la malalingua che vi maledice, la malabocca che morde la vostra mano, la malasorte che vi perseguita, la malacreanza che vi offende.Siamo la malatesta, che continua a sognare la rivoluzione.In virtù di chi diciamo di essere pensiamo, in questo caso, di non volerci davvero risparmiare.Ci riconosciamo nel grido di chi non solo si vuole dissociarsi dalle accuse false e strumentali dei governanti tutti, dai quali non ci aspettavamo niente di più e niente di diverso, ma anche dall’ultimo comunicato di A/I che annuncia la resa. Non gliene facciamo una colpa.Ognuno è libero e responsabile nella propria lotta anche quando, come in questo caso, la propria decisione coinvolge anche chi avrebbe fatto una scelta diversa.Non possiamo però fare a meno di notare che, da quel 26 agosto, burocrati, banchieri e giornali, organicamente parte del sistema che pretende di colonizzare anche i nostri pensieri, hanno rilanciato la notizia dell’attacco alla piattaforma. La domanda sorge spontanea per assonanza storica: da quand’è che ci fidiamo degli alfieri dello stesso sistema che ci è naturalmente nemico? Da quando permettiamo che proprio loro rivendichino le nostre istanze, solo per rendere la lotta meno amara e solitaria?La storia ci insegna in ogni epoca come la borghesia rivendichi gli ideali solo per normalizzarli, per renderli innocui e spegnere la fiamma rivoluzionaria che la libertà pretende.C’è molta più etica nel rapinare una banca che nel fondarla.C’è molta più lotta nello scrivere su un blog letto da nessuno che su un quotidiano nazionale.C’è molto più dignità in una sconfitta, che in una resa preventiva.”
MALASPINA
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