Wall Street sembra aver raggiunto il limite riguardo all'intelligenza artificiale e gli operatori finanziari iniziano a dire apertamente ciò che finora era solo un sussurro: tutti questi investimenti nell'IA difficilmente porteranno i frutti sperati, o quantomeno non per tutti.
Fonte: Axios
Si sta ampliando il divario tra i costi necessari per costruire l'infrastruttura per l'IA e quanto le aziende pagano effettivamente per utilizzarla. Cresce l'inquietudine a Wall Street, poiché il debito accumulato per finanziare data center e chip appare sempre più scollegato dalla realtà economica.
Il punto centrale: sta emergendo un divario enorme tra la spesa per le infrastrutture IA e i rendimenti attesi.
Mentre si prevede che i fornitori di soluzioni IA investiranno 7 trilioni di dollari in infrastrutture entro il 2030, una ricerca di Gartner stima che, nello stesso periodo, genereranno ricavi correlati non superiori a 3,6 trilioni di dollari.
Se le aziende manterranno l'attuale ritmo di investimento, oltre 4 trilioni di dollari spesi in infrastrutture per l'IA potrebbero essere soggetti a svalutazioni entro la fine del 2032.
Gartner prevede inoltre che, entro il 2030, oltre l'80% dei fornitori di cloud specializzati nell'IA — noti come "neocloud" — cesserà di operare in modo indipendente.
Un esempio concreto: CoreWeave, uno dei maggiori operatori "neocloud" e tra i partner più stretti di Nvidia — pilastro finanziario e ideale del boom dell'IA — ha visto i propri titoli azionari e il proprio debito subire una svendita durata diversi giorni.
I rendimenti hanno superato il 15% e le azioni sono crollate del 15,5%, per poi rimbalzare in seguito a un intervento a sostegno dell'azienda da parte del CEO di Nvidia, Jensen Huang.
Seguendo il denaro: in passato, alcune fonti di Wall Street riferivano ad Axios che, finché lo sviluppo dell'IA fosse stato finanziato interamente in contanti, non ci sarebbe stato nulla di cui preoccuparsi. Oggi, tuttavia, un terzo della spesa in conto capitale (capex) destinata all'intelligenza artificiale è finanziato tramite debito, e i mercati dei capitali mostrano segnali di forte affaticamento.
Ottenere finanziamenti sta diventando sempre più difficile. Secondo il Financial Times, a settembre 2026 l'emissione globale di debito legato all'IA è crollata a 23 miliardi di dollari, un calo netto rispetto ai 113 miliardi di dollari registrati a giugno.
Le banche stanno facendo un passo indietro per evitare rischi di concentrazione; l'amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon, ha confermato che il suo istituto sta restringendo l'erogazione di credito.
Incontri con la realtà. A breve su questi schermi.
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