Fonte: Bloomberg
UE e Cina hanno concordato un tetto alle importazioni di auto ibride (convenzionali e plug-in) dalla Cina di 350.000 unità all’anno, in vigore dal 1° dicembre 2026. Il limite aumenterà del 6% annuo dal secondo anno e durerà quattro anni.
Questo volume è nettamente inferiore alle vendite previste (potenzialmente intorno alle 800.000 quest’anno) e rallenterà la crescita dei costruttori cinesi più dei dazi già in vigore sulle EV pure. In risposta, BYD e Chery (insieme ad altri come Leapmotor) accelereranno i piani di produzione locale in Europa per aggirare la restrizione: BYD sta avviando lo stabilimento in Ungheria e valuta altri siti, Chery produce già a Barcellona. La misura rallenterà, ma non fermerà l’espansione cinese, spingendola verso la localizzazione.
La Cina ha accettato senza troppe riserve le "quote" all'export in Ue di veicoli ibridi, perché queste non toccano strutturalmente la sua capacità produttiva. Dall'altra parte, le compagnie cinesi fanno shopping di impianti in Europa per produrre localmente e aggirare le quote stesse.
L'Europa non riesce ad uscire dal vicolo cieco in cui la Germania l'ha messa. (La durezza del vivere, X)
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