Fonte: Corriere
Intervista a Rosario Aitala, presidente aggiunto della Corte penale internazionale: «Proteggerci è proteggere la sovranità degli Stati. La Corte sta sottraendo milioni di vittime all'oblio e alla solitudine»
«Le racconto che cosa è già successo alla metà dei miei colleghi sanzionati per aver emesso provvedimenti non graditi. Le carte di credito vengono revocate, alcune banche hanno chiuso i conti, alcune assicurazioni si rifiutano di rimborsare le spese mediche e revocano i contratti. La maggior parte delle app sul cellulare non funzionano più. Prenotare un albergo o un volo tramite le piattaforme è vietato. Un collega è rientrato a casa e ha detto a voce alta: “Alexa metti musica blues”. Alexa non ha mai più risposto. Un altro, europeo, ha prenotato una stanza di albergo nel suo stesso Paese attraverso una piattaforma europea. Dopo mezz’ora gli è arrivata una email che gli intimava di non provarci più. Le sanzioni istituzionali contro la Corte ne possono impedire il funzionamento».
Le sanzioni annunciate dagli Stati Uniti possono bloccare il funzionamento della Corte e impedire ai giudici di svolgere qualsiasi attività pubblica e privata. Per molti di noi sta già accadendo. Veniamo trattati con gli stessi metodi riservati ai terroristi».
La Commissione è rimasta inattiva, non ha voluto adottare gli strumenti legislativi e politici che ha a disposizione per proteggere la Corte, gli europei e le imprese europee.
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