MILEI DÀ DUE SETTIMANE A LONDRA: STOP AL PETROLIO DELLE FALKLAND O TRIBUNALE DEL MARE
L’Argentina accusa il Regno Unito di «saccheggio illegale» del giacimento Sea Lion e minaccia l’arbitrato internazionale. Cosa prevede l’ultimatum e quali sono le posizioni di Buenos Aires e Londra.
Il presidente argentino Javier Milei ha dato al Regno Unito due settimane per fermare il progetto petrolifero Sea Lion, a nord delle Isole Falkland (Malvinas) o affrontare un’azione legale internazionale.
Nel comunicato ufficiale della Presidenza, Milei ha incaricato la Cancelleria e i team giuridici di avviare un arbitrato ai sensi dell’Allegato VII della Convenzione ONU sul diritto del mare (UNCLOS) contro quello che definisce il «saccheggio illegale» delle risorse argentine. Se Londra non interromperà lo sfruttamento entro due settimane, Buenos Aires chiederà al Tribunale Internazionale del Diritto del Mare (ITLOS) di Amburgo misure provvisorie.
Il documento cita le risoluzioni dell’Assemblea Generale ONU 2065 e 31/49, che riconoscono l’esistenza di una controversia di sovranità e invitano le parti ad astenersi da modifiche unilaterali. Rifiuta inoltre la qualifica britannica di «Territorio d’oltremare» e il referendum del 2013. Nello stesso testo l’Argentina denuncia voli della società britannica Thales UK Limited sulla rotta isole–Punta Arenas (Cile) con un aereo immatricolato nel Regno Unito e senza autorizzazione argentina, e ordina sanzioni, denunce penali e passi diplomatici.
Il progetto Sea Lion
Il giacimento si trova a circa 220 km a nord delle isole, nel bacino delle Falkland settentrionali. Le stime parlano di circa 1,7 miliardi di barili di petrolio in posto; la prima fase già approvata punta a circa 170 milioni di barili recuperabili, con prima produzione prevista nel 2028 e un picco di circa 50.000 barili al giorno. Gli operatori previsti sono Navitas Petroleum (Israele) al 65% e Rockhopper Exploration (Regno Unito) al 35%.
Le società hanno preso la decisione finale di investimento nel dicembre 2025 e sostengono di possedere licenze valide rilasciate dal governo delle Isole Falkland, con il sostegno del governo britannico. I lavori a terra sono già in corso; le perforazioni dovrebbero iniziare nel 2027.
L’ITLOS può emettere misure provvisorie vincolanti in base all’UNCLOS, ma non decide la sovranità territoriale sulle isole e non dispone di strumenti di esecuzione diretta. Londra ha sempre rifiutato la giurisdizione argentina sulle attività autorizzate dal governo isolano.
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