La strage di Via D’Amelio a Palermo non è confinata nei libri di storia, ma incarna un eterno presente che si concretizza nella lotta all’illegalità e al compromesso.
Il magistrato Paolo Borsellino e i suoi custodi Emanuela Loi, Claudio Traina, Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano e Walter Cosina sono stati vittime della mafia stragista, come era accaduto circa due mesi prima a Capaci per Giovanni Falcone, sua moglie e la scorta. La mafia da allora ha cambiato pelle, diventando più silenziosa e pervasiva.
Per questo va portato avanti un nuovo modo di combatterla. Lo dobbiamo a tutte le donne e gli uomini delle istituzioni che hanno perso la vita per rendere concreto quel ‘profumo di libertà’ tanto caro a Paolo Borsellino.
#19luglio1992
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