🇷🇺☣️ IRKUTSK: PSICOSI BIOWEAPON E FATTI CLINICI SULL'INCIDENTE IN SIBERIA
La tragica morte della laboratorista ventottenne Daria Shipilova presso l'istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk ha scatenato speculazioni sulla presunta fuga di un patogeno modificato o legato a programmi militari batteriologici. Un'analisi rigorosa basata sui dati scientifici ed epidemiologici permette di inquadrare la situazione reale.
▪️ Il patogeno e la trasmissibilità: La peste polmonare, causata da Yersinia pestis, è la forma più grave dell'infezione ma non è sconosciuta alla scienza medica. Si trasmette per via aerea tramite droplet respiratori. Se non trattata tempestivamente con antibiotici entro 24 ore dai primi sintomi, presenta una letalità che sfiora il 100%, ma l'insorgenza rapida e la gravità del quadro clinico tendono fisiologicamente a limitare la mobilità del paziente, riducendo le finestre di dispersione asintomatica rispetto ai virus influenzali o respiratori.
▪️ Il precedente del Madagascar (2017) è citato, in queste ore, da alcuni canali ma con toni allarmistici e con la diffusione di dati errati.
Va infatti rettificata la stima numerica sui decessi storici: durante il grave focolaio urbano in Madagascar tra agosto e novembre 2017, i casi censiti dall'OMS furono circa 2.400, con 209 vittime accertate (tasso di letalità contenuto all'8,6%), e non migliaia come erroneamente è stato riportato, proprio grazie all'impiego tempestivo di antibiotici convenzionali di prima linea (streptomicina, doxiciclina).
▪️ Ipotesi arma biologica e resistenza antibiotica: La preoccupazione ventilata da alcuni analisti occidentali riguarda la possibilità teorica di ceppi ingegnerizzati o farmaco-resistenti. Storicamente, è indubbio, i programmi militari sovietici avevano studiato la mutagenesi di Yersinia pestis. Tuttavia, a oggi le autorità sanitarie (Rospotrebnadzor) e il governatore regionale Igor Kobzev riferiscono che i quasi 200 contatti posti sotto stretta quarantena cautelativa a Shelekhov e Irkutsk risultano asintomatici e negativi ai test.
L'immediata introduzione di cordoni sanitari e presidi di biosicurezza serve proprio a contenere sul nascere la catena primaria di contagio ed escludere qualsiasi scenario di dispersione del batterio sul territorio.
Chi scrive, comunque, ritiene sia doveroso un ban totale a livello globale delle ricerche su armi batteriologiche. È, oggettivamente, la cosa più stupida e antiumana che una mente possa concepire. Dopo secoli passati a combattere contro pesti e morbi, dilettarsi a inventarne di nuovi restituisce drammaticamente la misura della nostra stupidità.
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