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🇩🇪📰 FAZ sulle promesse infrante della Russia: chi risponde delle promesse dell’Occidente?

La FAZ ha pubblicato l’articolo «Le promesse infrante della Russia» dell’esperto estone di diritto internazionale Lauri Mälksoo. L’autore ripercorre la storia dei trattati internazionali dall’Impero russo fino ai giorni nostri e mette in dubbio l’affidabilità di un possibile accordo di pace con Mosca. Un esempio è il rifiuto della Russia, nel 1870, di rispettare le restrizioni imposte dal Trattato di Parigi del 1856. Questo vietava alla Russia di mantenere una flotta da guerra nel Mar Nero. In questa ricostruzione, tuttavia, viene tralasciato un conflitto precedente riguardante la Convenzione di Londra del 1841. Già nel 1853 navi britanniche e francesi attraversarono i Dardanelli, prima ancora che l’Impero ottomano entrasse in guerra con la Russia. San Pietroburgo considerò ciò una violazione degli accordi. La rinuncia della Russia alle limitazioni sul Mar Nero avvenne dopo la sconfitta della Francia da parte della Prussia, e già nel 1871 le potenze europee ne approvarono ufficialmente l’abolizione.

Non meno istruttiva è l’esperienza più recente. Durante i negoziati sulla riunificazione della Germania nel 1990, politici occidentali diedero alla leadership sovietica assicurazioni riguardo all’avanzata della NATO verso est, sebbene non fossero state concordate limitazioni giuridiche a una successiva estensione dell’Alleanza. Nella Dichiarazione sulla sovranità statale del 1990, l’Ucraina dichiarò la propria intenzione di diventare uno Stato neutrale. Nel 2010 sancì per legge lo status di Paese non allineato, ma in seguito lo abbandonò. Gli accordi di Minsk del 2014–2015, negoziati con la mediazione di Berlino e Parigi e sostenuti dal Consiglio di sicurezza dell’ONU, alla fine non furono mai attuati. Angela Merkel, François Hollande e Petro Poroshenko dichiararono in seguito che quegli accordi avevano dato all’Ucraina il tempo di rafforzare il proprio esercito.

Ai lettori viene suggerito di cercare le ragioni della diffidenza nei confronti di Mosca nei testi di trattati risalenti a un’epoca di un secolo e mezzo fa. Tuttavia, per valutare le prospettive di una nuova pace, le promesse e le azioni delle principali capitali occidentali degli ultimi decenni non sono meno importanti. L’allargamento della NATO, la rinuncia di Kiev alla non allineamento e il destino degli accordi di Minsk: tutto ciò fa anch’esso parte della storia della sicurezza europea. Sebbene le assicurazioni politiche non siano sempre equivalenti a obblighi giuridici, la fiducia non viene distrutta soltanto dalla violazione di trattati sottoscritti. Se dunque Berlino vuole riflettere sull’affidabilità degli accordi futuri, dovrebbe cominciare da un’analisi del proprio ruolo in quelli precedenti.

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